INTERVISTA A SARA LOMBARDI

Se avessi potuto continuare gli studi dopo il liceo scientifico, senza dubbio mi sarei iscritta a Scienze della Formazione. Invece, per non pesare sulla famiglia, ho deciso di trovare subito un lavoro. Facevo la commessa ma non ero soddisfatta. Volevo trovare qualcosa che mi facesse sentire realizzata”.

E quel qualcosa è arrivato con la rivista nelle cui pagine Sara Lombardi, oggi operatore in una comunità educativa in provincia di Avellino, ha trovato la pubblicità dell’Istituto Cortivo.

La cosa mi è sembrata subito interessante, così ho chiesto informazioni. Dopo il colloquio con l’Informatore Didattico e con il consenso dei miei genitori, ho deciso di iscrivermi al corso di Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia che ho concluso nel novembre del 2007. È stata una scelta ponderata, l’unica che mi permetteva di studiare senza rinunciare al lavoro. Il corso l’ho pagato con il mio stipendio, interamente, e di questo sono orgogliosa. Uno degli aspetti più positivi della formazione con l’Istituto Cortivo è stato proprio questo: si può lavorare e studiare contemporaneamente. È stata un’ottima esperienza, ho potuto approfondire molte materie che non conoscevo e ho avuto sempre la piena disponibilità dei docenti. Sono stata molto aiutata anche nella stesura della relazione finale.

Sappiamo che hai svolto il tirocinio in una casa-famiglia, la stessa in cui sei stata successivamente assunta…?

Sì. Chi l’avrebbe mai detto… Io nemmeno sapevo che esistesse una struttura come questa a pochi chilometri dal mio paese. È stato il mio ragazzo a informarmi di questa possibilità. Nella casa non avevano mai avuto dei tirocinanti. Anche per loro è stata una novità. Comunque, è andato tutto talmente bene che alla fine mi hanno assunta.

Cosa pensi li abbia convinti?

Anzitutto il mio carattere aperto e socievole, la serietà con cui ho affrontato il mio compito e naturalmente la qualità della mia formazione.

Ci puoi descrivere la casa-famiglia in cui lavori?

È una struttura che ospita sia adolescenti con problemi penali che ragazzi anche più piccoli con problemi familiari, in regime d’affido. Attualmente ne ospitiamo cinque ma abbiamo sempre a disposizione un letto per le urgenze. Il bimbo più piccolo che abbiamo accolto era ancora un neonato ed è stato con noi per oltre un anno e mezzo. Poi è stato adottato. Non lo nego: quando se ne è andato ho pianto… In tutto siamo dieci operatori, però lavoriamo due alla volta. Il mio orario è di 36 ore settimanali ma il turno di notte mi dà diritto a due giorni consecutivi di riposo.

Sono ragazzi molto problematici?

Non tutti. Per fortuna riusciamo a gestirli bene. I più difficili sono quelli con problemi penali, soprattutto gli irriducibili, quelli che ammettono apertamente di apprezzare i soldi facili, guadagnati per vie illegali. Sono ragazzi che apprezzano l’eroe negativo, quello forte, che fa le rapine e non ha paura di niente. Comunque noi non ci arrendiamo mai e, appena possiamo, cerchiamo con loro il confronto, li facciamo riflettere.

Quali sono i tuoi compiti?

Mi occupo di mansioni molto familiari e, soprattutto, aiuto i ragazzi nello studio pomeridiano. D’estate organizziamo anche molti laboratori manuali. Quest’anno ho proposto la creazione di scatole di cartone e stoffa e la cosa ha avuto un buon successo.

Hai altri progetti per il futuro, o un sogno?

Prima o poi mi iscriverò all’università. Voglio diventare un educatore, un professionista in grado di coordinare le attività, di fare progetti e di guidare un’équipe… Con questo non voglio minimizzare il mio attuale ruolo di Operatore Socio Assistenziale, anzi: all’interno di strutture di questo tipo siamo le figure che più si occupano del quotidiano, siamo noi che creiamo la giusta atmosfera familiare, quel calore che permette ai ragazzi di sentirsi protetti e mai soli con i loro problemi. Comunque, iscrivermi all’università significherebbe anche continuare a studiare, cosa che ritengo importante per la crescita personale di chiunque. Un sogno? Lavorare come educatore nel campo dell’assistenza ai minori con problemi penali.