INTERVISTA A ROSANNA NOSE’

"Avevo più di trentacinque anni e facevo un lavoro che non mi piaceva. Altre si sarebbero rassegnate. Ma io volevo dare una svolta alla mia vita e devo dire grazie anche a mio marito che mi ha capito e mi ha spronato a cambiare, raccomandandomi però di scegliere una strada che mi piacesse davvero. Da sempre avevo una particolare propensione per le attività nel sociale ed è stato così che ho deciso di iscrivermi al corso dell’Istituto Cortivo per Operatore Socio Assistenziale per infanzia. Per un paio d’anni ho continuato a lavorare e a studiare, sino a quando ho finalmente ottenuto l’attestato OSA."

Cambiare la propria vita non è mai un’impresa facile. Rosanna Nosè ce l’ha fatta, con l’aiuto della sua famiglia ma soprattutto con la sua grande volontà di riuscire, che alla fine è stata ricompensata.

"Durante il periodo delle vacanze natalizie del 2006 ho inoltrato numerose richieste di assunzione e, dopo poco tempo, mi è arrivata la convocazione per un colloquio al Don Calabria, un importante Centro Polifunzionale per la Riabilitazione Integrata della mia città, Verona. Il colloquio è andato bene, l’attestato è stato considerato titolo valido a tutti gli effetti per la mansione che dovevo svolgere e già dalla fine dello scorso gennaio ho iniziato a lavorare come assistente sui pulmini che raccolgono i disabili in città e nei dintorni, li portano al Centro per i trattamenti e le cure e poi li riportano a casa."

Come funziona il lavoro?

"In pratica lavoriamo in coppia io e l’autista. Abbiamo un pulmino attrezzato di tutto punto per ospitare e assistere disabili di ogni genere, completo di carrozzine, sostegni, kit di primo soccorso, ecc. Facciamo un giro programmato di raccolta, nel corso del quale io non solo accolgo gli utenti ma parlo anche con i genitori o con chi ne fa le veci e sento come va, se ci sono novità, se c’è qualche bisogno diverso dal solito. Trasportiamo epilettici, autistici, affetti da demenze anche gravi, e non è un compito facile. Si deve stare estremamente attenti, percepire difficoltà e stati d’animo, ascoltare, riconoscere i disagi, rassicurare, calmare, avere sempre la situazione sotto controllo… All’arrivo al Centro devo inoltre far presente la condizione di ogni soggetto a chi lo prende in cura. In pratica agisco come filo di comunicazione tra la famiglia e la struttura e viceversa, aggiungendo tutto ciò che riesco a cogliere durante gli spostamenti."

Non è facile…

"I primi tempi in effetti ero preoccupata. Poi mi sono tranquillizzata, un po’ grazie al corso che ho fatto proprio al Don Calabria che mi ha chiarito molti dubbi e soprattutto grazie alla pratica quotidiana, che davvero è la migliore maestra. Oggi sto raccogliendo delle belle soddisfazioni. I genitori vogliono me per i loro figli, e con gli assistiti ho instaurato dei bei rapporti."

Quindi adesso sei soddisfatta.

"Sì, sono felice di poter aiutare gli altri. Recentemente ho fatto una domanda per essere inserita all’interno del Don Calabria per fare attività con i disabili. So di essere stimata e spero proprio che fra un po’ di tempo, quando riterranno concluso questo mio periodo di ‘apprendistato’, potrò fare anche qualcosa di più."