INTERVISTA A ROBERTA TELLINI

E’ prossima l’inaugurazione dell’asilo nido Mary Poppins di Anzio in provincia di Roma, un’iniziativa nata come idea lo scorso gennaio e realizzata in soli sei mesi. A concretizzarla due ex allieve dell’Istituto Cortivo, Roberta Tellini, che abbiamo contatto telefonicamente, e Monica Innocenzi, entrambe con attestato di Operatrice Socio Assistenziale per l’infanzia.

Roberta, ti sei laureata in discipline letterarie, ma tra poco sarai a tutti gli effetti un’imprenditrice nel sociale: qual è stato il tuo percorso?

"Potrei dire che tutto ha avuto origine dalla mia giovanile passione per i bambini. Ho cominciato a fare la baby sitter durante le scuole superiori e, da allora, non ho mai smesso. Una volta laureata, dopo essermi resa conto che trovare un lavoro nella mia area di studi era pressoché impossibile, ho deciso di puntare sull’infanzia, un terreno che mi appassionava e per il quale ero convinta di avere acquisito negli anni una certa competenza. Mi sono iscritta all’Istituto Cortivo dopo aver parlato con una mia amica, già vostra allieva e soddisfatta della sua scelta. Devo dire che, anche alla luce dei miei studi universitari, i corsi dell’Istituto Cortivo offrono una buona preparazione di base. Per me, fresca di laurea, studiare e dare gli esami è stato facile, non mi è servito nemmeno frequentare. Ho trovato comunque i docenti molto professionali, addirittura qualcuno un pochino pignolo! Ma ci sta, va bene così, è una garanzia di serietà in più…".

Dove hai svolto il tirocinio?

"Presso l’asilo nido La Serenetta, lo stesso nel quale sino a poco tempo fa lavoravo. Mi sono licenziata per potermi meglio dedicare al nostro progetto".

Un progetto ormai prossimo a diventare operativo…

"Sì. Mary Poppins, la nostra struttura per l’infanzia, aprirà il prossimo giugno. Abbiamo già otto bambini iscritti, praticamente la metà dei sedici che potremo ospitare".

Raccontaci tutto dall’inizio…

"Dopo aver preso la decisione di realizzare il nostro sogno, io e Monica ci siamo date da fare. La fortuna è stata che, dopo aver analizzato il territorio, abbiamo subito trovato uno spazio ideale, un ex edificio ad uso commerciale con un bello scoperto. Si trattava di un open space che ci ha consentito di intervenire con molta libertà nella suddivisione degli spazi. Ora disponiamo di 160 metri quadri in cui abbiamo ricavato l’ingresso con l’area accoglienza, la cucina, il ripostiglio, la stanza della nanna e un ampio salone di 90 metri quadri diviso con pareti mobili per ritagliare una stanza con i giochi per i semi-divezzi e una per i divezzi attrezzata per le attività ludiche, manuali, il disegno, la favola… Il giardino, di ben 150 metri quadri, è attrezzato per giochi all’aperto e sarà il nostro campo base per i centri estivi".

Cosa offrite alle famiglie?

"Flessibilità negli orari, un programma di attività didattiche legate alle stagioni e con tematiche diverse che cambieranno di mese in mese, e poi la cucina che, curata da mia mamma cuoca con esperienza nelle scuole d’infanzia, preparerà anche menu per bimbi con esigenze particolari. Abbiamo voluto dare vita a una struttura duttile che il pomeriggio si proporrà anche come ludoteca per i bimbi più grandicelli e sarà aperta nei weekend per feste con attività di animazione…".

Avete trovato ostacoli nel portare avanti il progetto?

"A volte ci siamo scoraggiate per gli intoppi burocratici, le lungaggini per ottenere gli allacciamenti… Ora siamo in attesa della visita dell’ASL per il certificato di idoneità e speriamo che tutto avvenga nei tempi previsti… La data di inaugurazione è ormai quasi alle porte".

Che caratteristiche ha il territorio di riferimento?

"E’ un’area della città tranquilla e ben servita, fornita di ampi parcheggi e dove non mancano negozi e centri commerciali, dove una struttura versatile come la nostra sarà sicuramente apprezzata".

Un consiglio alle allieve ed ex allieve dell’Istituto Cortivo che coltivano un sogno come il vostro?

"Di crederci, di non mollare mai davanti agli ostacoli, di non spaventarsi per i sacrifici richiesti e, soprattutto, di puntare sulla qualità della struttura e del progetto pedagogico".