Intervista a Rita Caldana

2014_03_05

“Dopo il diploma all’Istituto Magistrale non ho neanche tentato di trovare lavoro come maestra – ricorda Rita Caldana di Mozzecane in provincia di Verona – avevo voglia di intraprendere subito un percorso che mi desse la possibilità di ottenere l’indipendenza economica: ho preso al volo la prima occasione che mi è capitata e ho iniziato a lavorare come segretaria in un’agenzia pubblicitaria. Così, per quasi vent’anni, la mia vita lavorativa si è svolta in questo ambito. Mi piaceva, ma circa cinque anni fa le cose sono cambiate a causa della crisi: il posto di lavoro che ritenevo sicuro ha cominciato a traballare sempre di più assieme alle mie sicurezze: mi sono ritrovata destabilizzata, la professionalità accumulata in una vita non mi serviva più, ero senza certezze e senza prospettive. D’altra parte avevo quasi quarant’anni e due figli piccoli, c’era una famiglia da mandare avanti e dovevo trovare un’alternativa”.

Un passaggio difficile…

“È stata dura, ho riflettuto su cosa potevo fare e, pian piano, nella mia mente ha cominciato a farsi strada un’idea: avevo il diploma di maestra e l’esperienza di mamma che stavo facendo mi aveva fatto avvicinare molto al mondo dell’infanzia. E allora ho deciso di rimettermi in gioco, dotandomi degli strumenti necessari per intraprendere questa nuova avventura. Da qui all’Istituto Cortivo il passo è stato breve: una ricerca in internet, la scoperta di un istituto che si presentava con serietà e passione per il sociale, il contatto, l’incontro con l’informatore didattico e l’iscrizione“.

Com’è stato riprendere i libri in mano dopo tanto tempo?

“Non facile, soprattutto perché nel frattempo continuo a lavorare come grafica e la cosa mi prende tempo anche se è un impegno discontinuo, e poi i figli, insomma ho uno spazio limitato per dedicarmi allo studio. Ciononostante sono alla fase conclusiva, in questo periodo mi sto guardando in giro per scegliere la struttura dove svolgere il tirocinio, so che è un momento fondamentale per poter sperare in un inserimento lavorativo e voglio fare la mossa migliore”.

So che sei stata a Padova un paio di volte…

“Sì, recentemente ho frequentato il corso di Impresa Sociale a Villa Ottoboni. Mi è piaciuto tantissimo, ho ricevuto tanti messaggi positivi, ho conosciuto tante belle persone e docenti preparati. L’ho frequentato perché avevo in mente una vaga intenzione di aprire una struttura ma in quelle tre giornate, fortunatamente, ho avuto modo di fare un bagno di realtà che mi ha riportato con i piedi per terra. Mi sono resa conto del fatto che avevo bisogno di maturare esperienza sul campo per poter partire con speranze di successo, ed è stato davvero un bene”.

E poi il seminario sull’autobiografia!

“Ormai avevo imparato la strada e ho colto anche questa splendida opportunità. A me piace scrivere, elaborare pensieri sulla carta, e ho trovato la situazione ideale. È stato piacevole e divertente: la docente, squisita, ci ha fatto fare un’esperienza aggregativa molto emozionante, uno scambio profondo con le esperienze delle altre partecipanti ma anche un momento formativo estremamente utile, ricco di spunti pratici per gestire attività molto coinvolgenti per gli operatori e gli utenti”.

Come vedi il tuo futuro?

“Vorrei iniziare a lavorare in un asilo nido o in una scuola materna. Per questo mi sono iscritta a vari concorsi pubblici che spero mi aprano qualche porta. Ma non ho abbandonato l’idea di aprire una struttura, mi piacerebbe ad esempio una libreria per bambini, un luogo giocoso, dove imparare divertendosi, magari anche con qualche laboratorio…”.