INTERVISTA A PAOLA BORGIS

“Terminato il Liceo Scientifico – racconta Paola Borgis di Bruzolo in provincia di Torino, Operatrice Socio Assistenziale per l’infanzia con attestato dell’Istituto Cortivo – mi sono iscritta al Dams. Nello stesso periodo, ho iniziato a lavorare come animatrice nei centri estivi ed è stata quella l’occasione in cui ho scoperto che i bambini mi piacevano un sacco. Ho continuato facendo la baby sitter e occupandomi d’infanzia”.

Hai trovato la tua strada, quindi…

“Sì, ho deciso di trasformare questa passione in un vero e proprio lavoro. Mi serviva una formazione adeguata e così, quando mi è capitato di trovare su una rivista la pubblicità dell’Istituto Cortivo, non ho esitato a telefonare”.

E ti sei iscritta. Com’è andato l’iter di studi?

“Meglio del previsto. Non ho avuto problemi con la didattica, solo qualche difficoltà a trovare una struttura che mi accogliesse come tirocinante. Ma ne è valsa la pena”.

In che senso?

“Alla fine ho svolto il tirocinio presso la Scuola d’Infanzia Coniugi Gola di Borgone, a cinque chilometri dal mio paese. Non conoscevano l’Istituto Cortivo, ma evidentemente ho ispirato loro fiducia e non solo mi hanno accettato come tirocinante, ma, dopo qualche mese, mi hanno anche assunta! Le colleghe e la coordinatrice erano rimaste favorevolmente colpite sia dal mio modo di lavorare sia dalla tesina finale con cui ho conseguito l’attestato nel febbraio del 2008”.

Che tipo di contratto ti hanno fatto?

“Per ora ho un contratto a termine, ma sono stata inquadrata come assistente di 4° livello e nel futuro pare proprio che verrò assunta a tempo indeterminato. Mi sono inserita bene, seguo piccoli gruppi di bambini e partecipo a tutti gli effetti alle attività didattiche. Sono molto contenta perché sto facendo proprio ciò che sognavo di fare”.

Quanti bambini segue la scuola?

“Sono in tutto una cinquantina, dai due anni e mezzo ai sei. È una struttura dalle atmosfere molto familiari, che accoglie anche bimbi stranieri, mussulmani e dell’est Europa, in una clima di integrazione favorito anche dalla disponibilità reciproca a entrare in sintonia fra culture e abitudini diverse”.

Cosa ti piace di più del tuo lavoro?

“Il fatto di poter stare a contatto tutti i giorni con la spontaneità dei bambini: è una sensazione bellissima, che mi riempie di gioia. Mi sento davvero realizzata”.

Progetti per il futuro?

“Sono stata così fortunata a trovare subito un lavoro all’altezza delle mie aspirazioni che non ci penso assolutamente a lasciarlo. Per ora va bene così, non potrei desiderare di meglio…”.