Intervista a Orlanda Affatato

ToTeADVCortivo-6771

“Avevo da sempre lavorato nel settore tessile – racconta Orlanda Affatato di Gorla Maggiore in provincia di Varese – perché la mia famiglia aveva bisogno di uno stipendio in più e a quel tempo, eravamo più o meno alla metà degli anni ’80, l’industria del confezionamento tirava alla grande e di conseguenza, per una ragazza piena di buona volontà come ero io, era molto facile trovare un posto di lavoro. Poi, però, a partire dal 2008, le cose si sono fatte sempre più difficili: aziende che si spostavano all’estero, altre che chiudevano, altre ancora che riducevano il personale… Anche per me sono iniziate le difficoltà, lavoravo a intermittenza, per lunghi periodi rimanevo a casa in cassa integrazione, ero sempre più preoccupata e ansiosa per il futuro, sentivo l’esigenza di darmi un’altra prospettiva”.

È stato in quel periodo che hai incontrato l’Istituto Cortivo?

“Sì, ho contattato il Cortivo perché sin da piccola sentivo una forte predisposizione per stare con i bambini e ho pensato che, visto che avevo deciso di provare a cambiare lavoro, la scelta migliore che potevo fare era proprio quella di diventare Operatrice per l’infanzia. Così, dopo aver sostenuto il colloquio con l’informatore didattico, mi sono iscritta”.

È stata dura riprendere i libri in mano?

“Molto, avevo perso completamente l’abitudine allo studio, e poi continuavo a lavorare. Non è stato per niente semplice conciliare le due cose, ma ci mettevo tutta me stessa, volevo a tutti i costi raggiungere l’obiettivo. Ci ho messo vari anni per concludere gli esami, la stanchezza e i problemi mi hanno rallentato molto. Le materie però erano interessanti e una mia amica che studiava all’università mi aiutava nella preparazione. Facevo soprattutto fatica a superare le prove orali: quelle scritte andavano bene ma, quando dovevo affrontare viso a viso gli esaminatori, mi emozionavo, facevo molta fatica a ricordare, a esporre gli argomenti… Comunque piano piano ho continuato, un esame dopo l’altro vedevo la meta farsi sempre più vicina, e poi è venuto il momento del tirocinio”.

Dove l’hai fatto?

“A Legnano, venti minuti da casa mia, all’asilo nido ‘1,2,3… Stella’. Anche lì ho dovuto fare il tirocinio in due momenti diversi a causa di un impedimento imprevisto, ma mi sono impegnata al massimo. Mi piace tanto stare con i piccoli, l’importante è far sentire loro il sentimento, l’amore, riempirli di bacini, coccole…”.

Perché usi il presente, non hai ancora concluso il tirocinio?

“Altroché, l’ho finito mesi fa, ma sono ancora lì. Ho finito il tirocinio di venerdì e il lunedì successivo ci sono tornata come neoassunta: non me l’aspettavo, è stata una sorpresa fantastica. Adesso ho definitivamente lasciato la fabbrica e lavoro con i bambini. Amo le cose che faccio, mi sento a mio agio e mi diverto tanto. Sono così felice di aver cambiato vita che non mi preoccupo troppo del futuro… sono sicura che tutto andrà bene!”.