INTERVISTA A NUNZIA VITULANO

Giovanissima, attualmente allieva dell’Istituto Cortivo nel corso di Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia, Nunzia Vitulano di Napoli ha scoperto una vocazione per il sociale in seguito a un’esperienza vissuta a stretto contatto con l’ambiente ospedaliero.

Sono rimasta affascinata dal modo di fare del personale, sempre così attento e disponibile… Per chi è ammalato è molto importante essere assistito con rispetto e amorevolezza. Ricordo anche di aver visto per la prima volta i clown in reparto, che mi hanno fatto conoscere l’importanza della terapia del sorriso.

Nunzia, tu hai un diploma di liceo psicopedagogico e, dopo gli esami di maturità, hai provato a superare i test d’ingresso alla facoltà di Infermieristica che, sappiamo, sono fortemente selettivi. Non sono andati come avresti voluto e così, come seconda scelta, ti sei iscritta a Biologia. Solo in seguito hai deciso di iscriverti all’Istituto Cortivo: come mai?

Diventare biologa non era il sogno della mia vita, lavorare nel sociale sì, anche se in un settore diverso da quello infermieristico. Così, su consiglio di Titti, la mia amica Concetta già allieva dell’Istituto Cortivo, mi sono iscritta. Oggi sono contenta, le lezioni mi piacciono e gli argomenti, oltre ad essere interessanti, mi sono anche familiari. Frequento il Centro Didattico di Napoli dallo scorso gennaio e ho già dato quattro esami.

Sei mai stata a Padova?

Sì, un’esperienza bellissima. Siamo state accolte molto bene e i giorni del seminario di fine maggio sono stati straordinari, con laboratori intensi e molto divertenti, grazie ai quali ho imparato molte cose. Mi è piaciuto tanto quello dedicato alla costruzione di strumenti musicali… Ho anche seguito l’anno scorso il seminario del dott. Piazza, molto interessante. Avrei voluto partecipare anche a quello che si è tenuto in ottobre ma non sono stata avvertita in tempo. Peccato, sarà per il prossimo anno!

Tra un po’ dovrai iniziare a pensare al tirocinio: in quale struttura ti piacerebbe svolgerlo?

Qui vicino c’è l’ospedale di Nola, con un reparto pediatrico che accetta tirocinanti. Per me e Concetta sarebbe molto comodo perché ci lavora suo padre e potrebbe accompagnarci il mattino. Non solo, mi darebbe l’opportunità di fare esperienza proprio nell’ambiente che piace a me, quello ospedaliero.

Insomma, lavorare in un ospedale continua a essere il tuo obiettivo…

Certamente. Una volta conseguito il titolo di Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia vorrei lavorare nel nido di qualche clinica privata, dove si offrono servizi complementari alle famiglie. Lo so, lavorare con i bambini ammalati non è facile, ma è una cosa che sento di poter fare bene. In fondo ho già molta dimestichezza con i bambini piccoli: ho quattro nipoti, uno dei quali ha solo quattro mesi e rimane a casa nostra quando mia sorella è al lavoro. Anche mia madre ha molto da insegnarmi. Prima che noi figli nascessimo, infatti, è stata vigilatrice d’infanzia all’Annunziata di Napoli, una struttura ospedaliera dove un tempo le madri abbandonavano i figli neonati.