INTERVISTA A NIKO TRAMACERE

Sono stati gli anni dell’adolescenza, in gran parte trascorsi come volontario dell’Azione Cattolica di Aradeo in provincia di Lecce, a far nascere in Niko Tramacere il desiderio di lavorare nell’ambito dell’assistenza all’infanzia.

"Mi è sempre piaciuto fare l’animatore con i ragazzini: organizzare momenti ludici, ascoltare, dare una mano nello studio pomeridiano. Ho studiato ragioneria, ma non era la strada adatta al mio modo di essere. Dopo il diploma ho provato ad accedere alla Facoltà di Infermieristica, ma non sono riuscito a superare le prove d’ingresso che sono molto selettive".

Avevi comunque scelto un’attività che richiedeva talento per la cura e la relazione. Molto lontana da un lavoro in ambito amministrativo…

"Ho provato a cercare uno sbocco professionale anche il quel settore, ma non mi ci vedevo proprio. Poi, un’amica mi ha parlato dell’Istituto Cortivo, si era appena iscritta e mi sembrava entusiasta. Ho subito telefonato e, da quel momento, è iniziata la mia nuova vita… Ho sostenuto il colloquio con l’Informatore Didattico, mi sono iscritto e, nel giro di un anno, ho conseguito l’attestato di Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia. È stata una splendida esperienza: mi sono appassionato alle materie, ho sostenuto tutti gli esami in sei-sette mesi e poi mi sono dedicato al tirocinio. Si è così spalancata per me una porta sul mondo del lavoro".

Facci capire: hai terminato la formazione nel novembre 2010 e stai già lavorando?

"Proprio così. Mi hanno preso come tirocinante presso la Casa Famiglia Jonathan di Tuglie, gestita dall’omonima Cooperativa Sociale. Mi sono trovato bene, grazie anche alla mia esperienza in Azione Cattolica. Dopo appena 15 giorni dalla fine del tirocinio, mi hanno chiamato per un servizio di accompagnamento a scuola. Da quel momento ho avuto incarichi di sempre maggiore responsabilità e oggi lavoro tutti i giorni in compresenza con altri operatori".

Raccontami della Casa Famiglia…

"Attualmente ospita nove ragazzini dai 6 ai 17 anni, tutti con situazioni familiari difficili. Io mi occupo un po’ di tutto: li accompagno dal dottore, faccio le pulizie, mi dedico alla spesa quotidiana, do una mano nello studio, ecc. Il clima è sereno e i ragazzi non danno troppi problemi. Certo, non mancano i piccoli conflitti, ma come ce ne sono in qualsiasi famiglia…".

Tu sei molto giovane: riesci a trasmettere la giusta autorevolezza? In fondo alcuni dei minori sono quasi tuoi coetanei.

"Sembrerà strano, ma ho subito sentito il peso della responsabilità che mi era stata concessa. Non ho problemi a far rispettare il mio ruolo, ma sono anche capace, proprio per la vicinanza d’età, di essere giocoso e amicale nella giusta misura. Un po’ come un fratello maggiore".

Con che tipologia di contratto sei stato assunto?

"A tempo determinato. Finisco a giugno, ma mi hanno detto che sono pronti a riassumermi. La responsabile sembra molto contenta di me. Devo ringraziare i miei genitori: anche se sono figlio unico, mi hanno insegnato ad essere autonomo e a prendermi cura della casa. Così, quando ho iniziato a lavorare, mi è sembrato normale occuparmi con serietà anche delle faccende domestiche!".

Qualche sogno che vorresti realizzare?

"Aprire un asilo nido e prendermi cura dei bimbi più piccoli. Sotto casa c’è un appartamento che sarebbe ideale per questo progetto… Ma è ancora troppo presto!".

Conosci le iniziative dell’Istituto Cortivo per gli ex allievi che desiderano diventare imprenditori nel sociale?

"Sì, so che organizza dei corsi molto interessanti anche sui temi dell’Impresa Sociale. Ho avuto modo di apprezzare la qualità delle iniziative dell’Istituto Cortivo lo scorso autunno, quando ho partecipato al seminario del dott. Piazza, un’esperienza formativa i cui contenuti ho subito messo in pratica nell’ambito del lavoro".

Sembri contento delle tue scelte e delle tue prospettive…

"Sono fiero di svolgere una professione bella e utile agli altri. Sento che ciò che faccio ha un valore incommensurabile dal punto di vista umano".