INTERVISTA A MASSIMILIANO ROMANÒ

Come può succedere che un perito industriale diventi Presidente di un’associazione educativa per minori? Ce lo spiega in prima persona proprio lui, Massimiliano Romanò di Pellaro, località situata nella cintura urbana di Reggio Calabria.

"Dopo il diploma di maturità ho avuto modo di fare varie esperienze lavorative più attinenti alla mia specializzazione. In particolare, svolgevo attività tecniche presso stazioni televisive private. Poi, però, è giunto il momento in cui era necessario prestassi il servizio militare o, in alternativa, l’anno di servizio civile come obiettore di coscienza. Ho scelto questa seconda opzione e mi sono trovato a confrontarmi con una realtà che non conoscevo, quella dei centri convenzionati con la Caritas che accoglievano minori anche extracomunitari e senza casa. Il pomeriggio, inoltre, seguivo un doposcuola per bambini disagiati residenti nelle zone più degradate della città. La scintilla è scattata quando ho cominciato a sentire dentro di me che proprio queste erano le cose che meglio rispondevano alla mia indole innata".

Per cui dopo l’anno di servizio hai continuato…

"Sì, sono entrato in contatto con un’altra struttura convenzionata con il Comune nella quale mi sono impegnato un po’ come volontario e un po’ come dipendente a contratto, gestendo per cinque anni il doposcuola e il centro ricreativo. Quando la convenzione non è stata più rinnovata, ho sentito l’esigenza di maturare la mia professionalità. Per questo, nel 2008 mi sono iscritto al corso di Operatore Socio Assistenziale per l’Infanzia dell’Istituto Cortivo e, nel novembre 2009, avevo già conseguito l’attestato".

Come mai hai scelto l’Istituto Cortivo?

"Mi era stato suggerito da un’amica che già aveva frequentato l’Istituto e devo dire che mi sono trovato molto bene. Nonostante al tempo la sede didattica fosse a Messina, mi sono appassionato e ho concluso gli studi in tempi record. Ho acquisito nozioni e tecniche che non conoscevo anche se in realtà le toccavo con mano nella pratica di ogni giorno. Diciamo che grazie all’Istituto Cortivo ho potuto costruirmi un bagaglio professionale più completo e articolato, fatto di tanta esperienza, ma anche di un buon livello di conoscenza teorica. Nel frattempo, ho anche continuato a lavorare in proprio come educatore in una ludoteca estiva, ma il passaggio più importante è avvenuto nell’ottobre del 2009 quando, con altri quattro amici tutti provenienti da altre esperienze nel sociale, abbiamo deciso di mettere insieme le nostre forze e fondare l’Associazione Educativa Rainbow, di cui sono Presidente".

Di cosa vi occupate?

"Offriamo a una trentina di minori, maschi e femmine dai quattro ai sedici anni, tutta una serie di servizi: doposcuola, recupero scolastico, animazioni, feste e affiancamento nelle situazioni di difficoltà nelle relazioni fra genitori e figli. Inoltre, d’estate gestiamo una ludoteca presso un lido balneare".

E come va?

"Piuttosto bene. In un anno abbiamo triplicato il numero dei ragazzi e siamo sempre più apprezzati dai genitori che ci hanno dato piena fiducia. Molto importante è anche il servizio di accompagnamento che facciamo ogni giorno con il nostro pulmino da scuola a casa e da casa alla sede dell’Associazione, un grande appartamento nel quale c’è spazio per fare i compiti e per giocare. Su richiesta dei genitori, anche se non intendiamo esserlo ufficialmente, siamo disponibili ad operare come Baby Parking".

Quali prospettive vedi nel futuro?

"In questo primo periodo stiamo riuscendo a coprire le spese, che sono tante, e far rimanere qualcosa per noi. Abbiamo, però, tutta l’intenzione di crescere, magari lentamente, ma con solide basi, per poter garantire sempre maggiore qualità ai genitori e ai ragazzi e anche, se possibile, creare lavoro per altri giovani come noi, preparati e pieni di buona volontà, ma con grandi difficoltà nel trovare un impiego soddisfacente".