Intervista a Marilena La Gala

Intervista 2015_ottobre

Sta lavorando da qualche mese in una Casa famiglia, Marilena La Gala di Roccarainola in provincia di Napoli.

“Ho fatto il liceo socio-psicopedagogico – ci racconta – perché mi sentivo portata per quelle materie e, in effetti, ho concluso con successo gli studi. Dopo il diploma avrei voluto continuare su quella strada iscrivendomi a Psicologia ma, siccome non sono riuscita a superare l’esame di accesso al numero chiuso, ho deciso di scegliere come ultima sponda Giurisprudenza con la speranza di poter passare in un secondo momento a Psicologia. Devo dire però che non è stata una grande idea: non era il mio ambiente e, dopo aver dato a fatica il primo esame, ho lasciato”.

E hai dovuto ricominciare daccapo…

“Sì, volevo trovare una soluzione che mi consentisse di seguire le mie inclinazioni. Mi sono messa a cercare in internet e, fra le tantissime proposte di formazione, sono rimasta colpita da quella dell’Istituto Cortivo”.

Perché?

“Era la cosa giusta per me che non avevo mai lavorato nel campo del sociale e che sentivo il bisogno di dotarmi di conoscenze e strumenti prima di affrontare la realtà dell’assistenza. Mi sono messa in contatto e ho ricevuto la visita dell’informatore didattico. Ora ho concluso la specializzazione Assistente all’infanzia. Era quella che mi piaceva di più e mi ci sono buttata a pesce. Il corso è andato benissimo, al liceo avevo appreso un metodo di studio che funzionava e, grazie ai libri molto ben fatti e alle utilissime lezioni online, sono riuscita a finire da sola senza alcuna difficoltà. Abito a un’ora e mezza di strada dalla sede di Napoli e non potevo permettermi di perdere troppo tempo: ci sono andata solo per gli esami, ma mi è bastato per capire che se avessi avuto bisogno di qualcosa avrei certamente trovato comprensione e aiuto”.

Dove hai fatto il tirocinio?

“Per la ricerca territoriale sono partita dal Comune del mio paese e ho fatto bene: lì, infatti, ho scoperto che proprio vicino a casa mia c’era una struttura gestita dall’Associazione Sociale Selene. Così ho avuto modo di conoscere dal vivo la Comunità Educativa a Dimensione Familiare Aurora e soprattutto il piacere di sentirmi subito accettata e ben accolta. Ci sono stata dal marzo al maggio del 2014, un’esperienza breve ma molto intensa: facevo molte ore perché incombeva il mio matrimonio e dovevo tagliare i tempi, ma proprio per questo ho avuto modo di vivere più profondamente quei mesi di impegno, emozioni, soddisfazioni…”.

Una buona esperienza…

“Sono stata subito inserita come una del gruppo, eravamo in cinque e i miei primi imbarazzi si sono dissolti immediatamente come neve al sole. All’inizio mi sono data forse un po’ troppo ma poi, consigliata dalle mie colleghe e dalla responsabile, ho imparato a dire no quando era necessario, e le cose sono andate per il meglio”.

Cosa facevi?

“Si trattava di creare un ambiente familiare nel quale gli utenti, maschi e femmine dai sei ai quindici anni provenienti da famiglie disagiate, potessero ritrovare il clima giusto per crescere in armonia. Una vera e propria casa, dove le giornate erano scandite dal ritmo sveglia, colazione, scuola, pranzo, compiti, giochi, cena, tivù, doccia, letto e dove soprattutto si viveva e si vive di relazioni empatiche, di sentimenti, di cure amorose…”.

E adesso ci lavori…

“Sì, con un contratto a tempo indeterminato. Già alla fine del tirocinio la responsabile mi aveva anticipato l’intenzione di assumermi, ma le ho chiesto di aspettarmi sino a dopo il matrimonio. E così è stato. Adesso faccio i turni come tutte le altre e seguo lo sviluppo di questi bambini e ragazzini: l’unica sofferenza è il vuoto che sento nel cuore quando vanno via, per ritornare alla loro famiglia o andare dai genitori adottivi, ma allo stesso tempo gioisco e continuo a restare fiduciosa per il loro futuro…”.