Intervista a Mariangela Ventrella

cortivo 2014_09_23

Terminate le scuole, Mariangela Ventrella di Terlizzi, in provincia di Bari, ha cercato di mettere a frutto il suo diploma di Perito del Turismo, ma senza risultati.

“Trovare lavoro di questi tempi non è facile. L’importante è non scoraggiarsi… Mi sono guardata intorno e, viste le mie esperienze come catechista e baby sitter, ho pensato che il mondo dei bambini potesse rappresentare una buona occasione professionale. Un’amica mi aveva parlato dell’Istituto Cortivo e così, dopo il colloquio, mi sono iscritta. Ho studiato a casa e, in meno di due anni, ho terminato il corso OSA per l’Infanzia. È stata una buona scelta: ho potuto studiare e lavorare e non ho nemmeno avuto difficoltà a trovare i luoghi giusti per il tirocinio”.

Hai fatto pratica in strutture diverse?

“Sì, mi interessava conoscere più aspetti della professione, così ho frequentato per un po’ di tempo la scuola dell’infanzia dove io stessa andavo da piccolina. È stato un bel periodo, molto formativo. L’esperienza più forte è stata però quella che ho maturato presso un centro pomeridiano per minori fino ai 18 anni. Agli inizi non è stato facile ma ad aiutarmi, oltre agli operatori che mi hanno sempre seguito e non mi hanno mai fatto mancare il loro appoggio, è stato soprattutto il mio modo di pormi: vedendomi così giovane e disponibile ad ascoltarli si sono lasciati andare e mi hanno dato fiducia”.

Tutto bene, quindi.

“Benissimo, anche perché qualche mese fa lo stesso centro mi ha proposto di collaborare e mi ha affidato un ragazzino che già avevo seguito durante il tirocinio e con il quale avevo stabilito un ottimo rapporto. Ci intendiamo bene io e lui, lo seguo nei compiti e, se necessario, vado a parlare con i suoi professori”.

Una realtà interessante…

“L’équipe con cui lavoro opera per una piena e sana socializzazione dei ragazzi. È per questo che non ci limitiamo a fornire supporto allo studio ma cerchiamo di favorire percorsi aperti al territorio, in modo che i ragazzi possano allargare la cerchia delle amicizie anche fuori dal centro. Favoriamo soprattutto lo sport di squadra avviandoli al calcio, alla pallavolo, ecc. In questo periodo ci stiamo attivando per iscriverli ai campi estivi organizzati dalle parrocchie, così che possano dedicarsi ad attività costruttive anche dopo la fine della scuola”.

Ti sta piacendo questo lavoro?

“Molto, e sto facendo anche altro. Il sabato e la domenica, infatti, sono impegnata come baby sitter in una sala cerimonie. Siamo in cinque e intratteniamo i bambini degli ospiti con attività di animazione: giochi di squadra, disegno, costruzione di forme con i palloncini… C’è anche la possibilità che più avanti mi inseriscano nella squadra del servizio in sala: se me lo proponessero non mi tirerei indietro perché penso che al giorno d’oggi sia importante imparare a fare un po’ di tutto”.

Il tuo sogno?

“Mi piacerebbe lavorare in una scuola materna ma la mia vera aspirazione è entrare nell’esercito, in particolare nell’Arma dei Carabinieri o nella Marina Militare. Sono cresciuta tra le divise, sono nel mio DNA. Appena esce un nuovo concorso mi butto! Sarebbe comunque un lavoro utile per il sociale, in prima linea per garantire sicurezza ai cittadini”.