INTERVISTA A MARIA TERESA MAGURNO

Da quali motivazioni, sogni e ambizioni nasce un’impresa sociale? Ce lo racconta Maria Teresa Magurno di Diamante, in provincia di Cosenza. Ex allieva dell’Istituto Cortivo con attestato di Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia, già nella relazione finale aveva manifestato l’intenzione di aprire una struttura tutta sua.

È vero. Ricordo che durante l’esame di fine corso la docente mi disse di non mollare, di dare ascolto alle mie motivazioni profonde. Disse anche che avevo tutte le capacità per riuscire a portare termine il mio progetto. Ho ascoltato i suoi consigli e, incoraggiata in questo anche da mio marito, ho inaugurato la mia ludoteca nell’agosto del 2008. È una bella struttura, allegra e colorata, a soli quattro chilometri dal mare.

Hai frequentato il Corso di Impresa Sociale organizzato dall’Istituto Cortivo?

Sì, certamente. Ed è stato utilissimo per pianificare tutte le procedure, superare gli intoppi burocratici e raggiungere gli obiettivi. Grazie al corso ho acquisito le informazioni e le competenze necessarie per avviare la struttura e per gestirla al meglio.

Prima di parlare della tua ludoteca In Peter Pan, raccontaci un po’ della tua vita: cosa è successo finita la terza media?

Tutto è partito da lontano: terminata la scuola dell’obbligo mi sono trovata a dover crescere molto in fretta. Mio padre era gravemente ammalato, eravamo in tre fratelli e ho sentito la responsabilità di dover dare subito il mio contributo per sostenere la famiglia. Così ho cercato lavoro e ho trovato impiego in una sartoria. Non mi dispiaceva cucire: mi dava la possibilità di stare sola con i miei pensieri… I sogni però erano altri. Avrei voluto continuare a studiare. Non avevo un progetto di vita ben chiaro, sapevo solo che mi piacevano molto i bambini e gli animali.

Hai conosciuto la sofferenza e le difficoltà della vita fin da bambina…

È stato difficile ma devo dire che, per quanto negativa, la scomparsa di mio padre mi ha fatto crescere, maturare, affinare la mia sensibilità. Sono cresciuta in fretta e a 19 anni mi sono sposata. Volevo una famiglia tutta mia. I primi anni mi sono dedicata a mio marito. Poi è nato il nostro bambino. È stato un periodo bellissimo e molto impegnativo, coinvolgente e totalizzante. Ero felice ma sentivo che mi mancava la mia autonomia e così, quando mio figlio ha iniziato la scuola materna, ho ricominciato a lavorare nella piccola azienda di sartoria aperta da quattro ex colleghe e mie care amiche.

Quando hai deciso di iscriverti all’Istituto Cortivo?

Beh, diciamo che ricominciare a lavorare fu un primo passo. Ma non era proprio ciò che volevo. Ogni tanto riflettevo e mi chiedevo cosa ci stavo ancora a fare tra stoffe, aghi e fili. Non ricordo con precisione dove e quando, ma a un certo punto mi capitò tra le mani una rivista con la proposta dell’Istituto Cortivo. La lasciai sul tavolo qualche giorno, poi ne parlai con mio marito. Gli comunicai che la cosa mi interessava e che volevo almeno chiedere informazioni. Fu mio complice anche in quell’occasione. È un uomo speciale, ha sempre appoggiato le mie scelte. Telefonammo, affrontai il colloquio e fui ritenuta idonea per l’iscrizione. Non nego di aver avuto molti dubbi sulla mia possibilità di farcela. Avevo abbandonato da anni gli studi e mi sentivo insicura. Invece è andato tutto bene e sono riuscita ad ottenere ottimi voti soprattutto nelle materie che più mi interessavano, psicologia, sociologia, psicopedagogia…

Parliamo di In Peter Pan…

Ho utilizzato dei locali di proprietà di mio marito. Sono in una bella zona, tra mare e collina, li paesaggio è bello e c’è tanto verde. Gli intoppi burocratici sono stati numerosi ma io sono cocciuta e determinata, non mi fermo davanti a nessun ostacolo. Mi sono persino iscritta a un corso di informatica, ho imparato a navigare su internet e ho utilizzato questo mezzo per trovare le soluzioni migliori per allestire la struttura. Insomma, mi sono rimboccata le maniche. Certo, per ora gli iscritti sono pochi ma sono fiduciosa: sto organizzando molte attività e inoltre sto lavorando al progetto di una colonia estiva da proporre ai turisti in vacanza sulle nostre belle spiagge. Ho pianificato la promozione: cartelloni pubblicitari, inserzioni su una rivista a distribuzione capillare, sito internet e tutto ciò che può richiamare l’attenzione di chi è interessato a un buon servizio per l’infanzia. Altra cosa di cui mi sto occupando è il rapporto con le istituzioni. A breve avrò un incontro con il sindaco: l’intenzione è chiedere una convenzione con il Comune che vada incontro alle esigenze delle famiglie. Ciò che mi preme è promuovere una vera e propria cultura dell’infanzia, far capire a chi abita da queste parti che la mia è una struttura dove i bambini possono stare insieme, fare esperienze ludiche, divertirsi e crescere in modo sano. È un’opportunità per uscire dalle quattro mura di casa, dove la relazione è sempre e solo strettamente parentale.

Da qualche tempo la tua ludoteca si fregia del marchio Cortivo Baby Planet…

È un riconoscimento in più per la qualità della mia ludoteca. Un’ulteriore garanzia per i genitori che desiderano offrire ai propri figli l’occasione di vivere nuove esperienze in una struttura seria, affidabile, all’avanguardia.