INTERVISTA A MARIA LATO

Sono sempre vissuta a Jesolo, in provincia di Venezia, una delle più importanti stazioni balneari dell’Alto Adriatico. Per questo da ragazzina l’unica strada professionale che vedevo promettente per me era quella legata all’industria turistica. Così, quando ho dovuto scegliere la scuola superiore, ho optato per il corso di Operatore Turistico. Ma già prima di concludere gli studi mi sono resa conto che stavo facendo un buco nell’acqua: non mi sentivo portata per quelle materie e anche dal punto di vista di un possibile impiego le opportunità non erano così tante da permettermi di coltivare delle buone speranze.

Maria Lato, oggi ventottenne, racconta in questi termini la sua vita sino alla maturità. Ma poi cosa le è successo negli ultimi dieci anni? Come mai la ritroviamo oggi al lavoro in un asilo nido? Tutte domande alle quali risponderà lei stessa nelle prossime righe…

In effetti dopo il diploma non sono riuscita a trovare nessun impiego collegato agli studi che avevo fatto. L’unica concreta possibilità era di fare la commessa in uno dei tanti negozi jesolani e così, anno dopo anno, ho lavorato dietro a un banco. Però ad ogni stagione per me la cosa diventava più dura e difficile. Non mi sentivo portata per quell’attività, mi rendevo sempre più conto che rispondeva solo a una necessità economica e non mi dava assolutamente altre soddisfazioni. Dovevo reinventarmi, trovare un’alternativa, percorrere un’altra traiettoria che mi portasse possibilmente a lavorare con i bambini, la mia vera e grande passione. Come capita spesso in queste situazioni il consiglio giusto mi è giunto da un’amica: lei frequentava l’università e aveva sentito parlare bene dell’Istituto Cortivo. Mi sono messa in contatto, mi sono resa conto che effettivamente l’offerta formativa era seria e che avrei potuto continuare a lavorare e a guadagnare qualcosa, e ho deciso. Mi sono iscritta al corso per Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia e, dallo scorso aprile, lavoro in un asilo nido.

Come? Stai già lavorando in un asilo a poco più di due anni dall’iscrizione? Come è possibile?

Fortuna, forse, oppure tanta voglia di cambiare davvero… Non so. So soltanto che quando ho fatto il tirocinio presso l’asilo nido Minimondo gestito assieme ad altre tre strutture gemelle dalla Cooperativa Grillo Parlante in una cittadina della provincia di Venezia, ho dato davvero tutta me stessa. Sentivo che era un’occasione difficilmente ripetibile. Se questo contatto non sortiva in qualche cosa di concreto avrei dovuto iniziare daccapo la ricerca di un lavoro presso strutture che non mi conoscevano e sarebbe stato più difficile. Invece qui mi sono fatta conoscere e apprezzare, e un mese dopo la conclusione del tirocinio, ancora prima di avere in mano l’attestato, mi è arrivata la proposta di sostituire una maternità e l’ho accettata senza pensarci nemmeno un attimo.

Ti trovi bene?

È un sogno. Mi ricordo quando lavoravo come commessa, ogni giorno entrare in negozio era un incubo. Adesso dal venerdì aspetto il lunedì con gioia, per ricominciare a stare con i miei bambini ma anche con le colleghe, simpatiche e disponibili. Non che ci sia poco da fare, anzi, ci sono 43 bimbi, facciamo incontri con gli esperti e con i genitori, si lavora tanto. Ma per me tutto questo è una gratificazione continua. Mi sento parte di una struttura ben organizzata, piacevole e utile, dove si fa del bene ai bambini attraverso programmi specifici per le varie fasce d’età, giochi, varie attività, uscite in giardino, è fantastico.

Per il futuro hai altre aspettative?

Intanto mi va benissimo continuare a fare gavetta qui, divertendomi e accumulando esperienze. Poi, vedremo, ci sono possibilità di crescita anche all’interno di questa struttura. Ad esempio un’altra ex allieva dell’Istituto Cortivo che lavora da una decina d’anni per la Cooperativa Grillo Parlante oggi è responsabile di un altro Minimondo. Questo sono le possibilità che offre il privato sociale: si può progredire nella carriera per le proprie capacità e competenze. Un’altra cosa che mi piace dell’asilo privato è che l’équipe non proviene, come nelle realtà pubbliche, da un’unica formazione ma da diversi percorsi formativi, ognuno con le proprie caratteristiche e le proprie potenzialità. E tutti assieme andiamo a formare un quadro davvero ricco e completo.