Intervista a Marco Negrello

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“Ho da poco conseguito l’attestato di Assistente all’infanzia con ottimi risultati – racconta il ventisettenne Marco Negrello di Rovigo – e dallo scorso settembre sto collaborando con la Ludoteca ‘L’Isola Che Non C’è’ a un progetto rivolto alle scolaresche, finanziato dal Comune rodigino. Sono entusiasta di ciò che sto facendo: svolgo un lavoro interessante a contatto con i bambini ed è proprio ciò che volevo”.

Altri lavori precedenti?

“Mi sono diplomato all’Istituto Alberghiero e ho lavorato per un periodo nelle cucine di vari ristoranti, una vita che mi pesava e che aveva effetti negativi sulla mia socialità. Non ho resistito, ho lasciato i fornelli e ho fatto altri mille lavori”.

Come è nata l’idea di una formazione in un ambito così diverso dalle tue esperienze professionali?

“Nella mia famiglia sono sempre girati tanti bambini e con loro c’è sempre stata empatia. Mi trovavano divertente, mi cercavano per giocare assieme. Ho pensato che trovare lavoro in questo settore mi sarebbe piaciuto molto. È questo che mi ha spinto a cercare in internet un percorso adatto alle mie aspirazioni. Ho trovato l’Istituto Cortivo, mi ha convinto e mi sono iscritto”.

Ti sei trovato bene?

“Di più: mi sono innamorato delle materie da studiare e sono stato seguito con attenzione da docenti capaci e disponibili. Più studiavo e più mi piaceva… Ho scoperto un mondo ricco di argomenti interessantissimi, psicopedagogia, psicologia, ecc. Se potessi tornare indietro non m’iscriverei più all’istituto alberghiero ma sceglierei senza dubbio il liceo socio-psicopedagogico”.

Dove hai svolto il tirocinio?

“L’ho svolto presso la Ludoteca ‘L’Isola Che Non C’è’, una splendida realtà di Fratta Polesine, con bambini dai due ai sei anni. Ho lavorato con un’équipe fantastica, con cui era facile andare d’accordo. Ho partecipato a tantissime attività, dalle escursioni nella natura alle gite nelle fattorie didattiche, dalle visite ai musei alle attività musicali, dai giochi di squadra alla piscina”.

È la stessa Ludoteca con cui stai collaborando: puoi raccontarci del vostro progetto?

“È stato battezzato Gym and Dance e lo portiamo avanti nelle scuole del territorio due giorni la settimana. Non si tratta di una vera e propria attività ginnico-sportiva ma piuttosto di un’attività motoria che ha tra le sue funzioni la possibilità di scaricare in modo ludico l’energia accumulata sui banchi scolastici. È un divertente antistress che canalizza la naturale esuberanza dei bambini in attività guidate”.

Cosa prevedi per il tuo futuro?

“Voglio assolutamente trasformare il mio attestato di Assistente all’infanzia in un’opportunità di lavoro a tempo pieno. Sto proponendo il mio curriculum presso le varie strutture che si occupano di minori e ho anche inviato il mio nominativo al Servizio Segnalazione Allievi. Sono un tipo paziente, aperto a tutto e so aspettare. Nel frattempo sto pensando a dei progetti da presentare in giro, ad esempio potrei sfruttare la mia esperienza di cuoco e proporre dei giocosi corsi di cucina per i più piccoli”.