INTERVISTA A MANUELA PANZERI

"Sono laureata in Lettere e la mia passione è la letteratura straniera, un amore che continuo a coltivare, ma che non ho potuto trasformare in una gratificante occasione di lavoro" – racconta Manuela Panzeri di Cantù in provincia di Como, OSA per l’Infanzia con attestato rilasciato dall’Istituto Cortivo. Oggi Operatrice presso la Comunità Mamme con Bambini gestita dall’Istituto Immacolata Concezione, Manuela ha lavorato per otto anni presso aziende mobiliere dell’area brianzola.

“Un lavoro che richiedeva tanta disponibilità, ma che mi dava sempre meno soddisfazioni sia dal punto di vista umano che economico e così ho pensato che se proprio dovevo lavorare gratuitamente, preferivo scegliermi una dimensione più umana. Ho pensato al volontariato e a quanto mi faceva stare bene, da ragazza, fare l’animatrice in parrocchia, a contatto con i bambini. Insomma, pian piano mi stavo preparando all’idea di cambiare e poi, un giorno, casualmente, mi sono imbattuta in Internet nella pubblicità dell’Istituto Cortivo. Sono entrata nel sito e, d’istinto, ho inviato la richiesta per l’incontro con l’informatore didattico… Tutto questo a pochi giorni dal mio matrimonio e all’insaputa di mio padre che, professionista razionale e accorto, mi avrebbe senz’altro ripreso per quella decisione improvvisa, di pancia, non ponderata. Fatto sta che, al ritorno dal viaggio di nozze – ero a Malpensa con le valigie in mano – mi è arrivata la telefonata dal vostro Istituto per fissare il colloquio con l’informatore. Non mi ero ancora licenziata, ma sentivo di non avere nulla da perdere. Ho troncato con il mondo commerciale e mi sono iscritta".

Come è andata?

"Bene, non ho avuto nessuna difficoltà con lo studio e ho proceduto spedita negli esami. Sentivo che stavo facendo la cosa giusta e la conferma è arrivata con il tirocinio".

Dove lo hai svolto?

"In una Comunità per adolescenti tra i 13 e i 19 anni. In quella dimensione mi sono sentita rinascere… Sono subito entrata in sintonia con loro, mi confidavano i loro segreti, mi chiedevano consigli sui loro primi amori, condividevano con me molto del loro vissuto. Ho ritrovato gli stessi, identici elementi che hanno caratterizzato la mia adolescenza. Mi sono trovata così bene che, finito il periodo di tirocinio, ho continuato a frequentare la Comunità come volontaria, un rapporto che non si è mai interrotto. Con uno degli utenti, ragazzo chiusissimo con una storia difficile alle spalle, sono riuscita a creare un feeling positivo basato sulla fiducia e, tuttora, ci sentiamo su Facebook. Non è stato facile relazionarsi con lui ma, alla fine si è aperto, complice anche l’aiuto che gli ho dato per alcuni progetti che richiedevano una buona conoscenza dell’inglese".

Attualmente stai lavorando?

"Sì, e sempre per l’Istituto Immacolata Concezione che, terminato il tirocinio, mentre lo frequentavo come volontaria, mi propose di lavorare per la nuova Comunità Mamme con Bambini. Non mi sembrò vero, ero già quasi rassegnata a cercare nuovamente un lavoro in ambito commerciale e la sola idea mi faceva star male e, invece… Ricordo ancora una frase che mi disse la psicologa durante il colloquio: abbiamo bisogno di persone fidate… Mi ero conquistata la loro fiducia! Ho sentito che potevo davvero contare sulle mie nuove competenze e di questo devo ringraziare soprattutto gli operatori della Comunità, tutte persone capaci, che hanno creduto in me, mi hanno valorizzato e segnalato alla direzione".

E del tuo lavoro cosa ci racconti?

"Anzitutto, che mi fa sentire viva e utile. Certo, è faticoso. Gia ai tempi del tirocinio la coordinatrice mi disse che era necessario garantire massima flessibilità di orario. Il timore era che questo potesse influenzare negativamente il rapporto con mio marito. Ne parlammo insieme e lui, che è un uomo stupendo, mi lasciò piena libertà di decidere. L’importante è che tu ti senta realizzata, mi disse e da allora non ha cambiato parere. Per quanto riguarda la Comunità delle Mamme, le mansioni richieste sono certamente impegnative. Mi prendo cura dei bambini, ma, spesso, la fatica non riguarda tanto loro, quanto il rapporto con le mamme, donne in difficoltà che sono in comunità perché non ancora del tutto pronte ad affrontare le loro responsabilità in piena autonomia".

Sei soddisfatta?

"Sì, se tornassi indietro mi affiderei ancora all’istinto: quella cliccata sul sito dell’Istituto Cortivo mi ha cambiato la vita e sicuramente in meglio".