INTERVISTA A LUISA FAVATI

In questo colloquio Luisa Favati di Genova racconta la sua esperienza, che l’ha vista passare da una prospettiva professionale indirizzata al mondo della cultura a un percorso rivolto invece al campo della cura dei bambini. Come è andata? Ce lo spiega lei stessa, ascoltiamo le sue parole…

Mi sono diplomata al liceo artistico e poi mi sono iscritta al corso universitario triennale di Conservazione Beni Culturali. Ma proprio durante questi tre anni di studi ho avuto modo di guardare più profondamente dentro di me e di chiedermi cosa davvero mi piacesse fare. La risposta, che devo confessarlo ha un po’ sorpreso anche me, è stata che la mia vera missione era quella dell’assistenza all’infanzia.

Dall’arte ai bambini, un passaggio non da poco: qual è stata la molla che ti ha portato a cambiare così radicalmente il tuo percorso di vita e professionale?

In realtà sono state le esperienze pratiche che ho fatto in quel periodo. Ho lavorato come baby sitter ma ho anche svolto attività di volontariato con l’ABEO, Associazione per il Bambino Emopatico e Oncologico, presso il servizio day hospital dell’Ospedale Gaslini. Soprattutto questa seconda realtà mi ha coinvolto molto profondamente: ho conosciuto bambini provenienti da tutta Italia, stavo vicino a loro in corsia ma anche a domicilio, gli facevo compagnia, giocavo assieme a loro, li aiutavo a fare i compiti, mi affezionavo e mi emozionavo profondamente.

Da qui la scelta…

Sì, concluso il corso triennale all’università ho deciso di conseguire una formazione nell’ambito dell’infanzia e di intraprendere con decisione la mia nuova strada. Per questo nel marzo del 2008 mi sono iscritta ai corsi dell’Istituto Cortivo nelle specializzazioni infanzia, multiculturalità e amministrazione di sostegno. La prima l’ho già finita, la seconda la concluderò a giorni e poi mi impegnerò a portare a termine la terza nel tempo più breve possibile.

Come hai trovato i corsi?

Molto positivi: i testi sono efficaci, si studiano bene e danno una valida preparazione. Anche presso il Centro Didattico ho trovato insegnanti preparati e disponibili, capaci di metterti a tuo agio e di chiarire tutti i dubbi. Gli esami scritti li ho fatti tutti online, un’ottima procedura, agile e approfondita al tempo stesso, che consente di verificare il livello di apprendimento e rende più rapida e agevole l’iscrizione agli esami orali. Anche le relazioni finali mi sono servite molto: mi hanno consentito di riflettere sul lavoro svolto, di mettere un punto fermo.

Cosa pensi di fare nel futuro?

Sto concludendo l’anno di servizio civile che ho svolto a Genova in una comunità educativa per adolescenti con disagi familiari. È stata un’esperienza impegnativa e molto formativa, con un’utenza molto complessa ma altrettanto coinvolgente. Poi vedremo… sto cercando qualche possibilità di impiego presso asili e cooperative ma sinora ho ricevuto proposte di volontariato. Io faccio già la volontaria al Gaslini, adesso vorrei trovare una vera occupazione. Sono fiduciosa, alla fine qualche porta si aprirà, anche perché continuo a partecipare a corsi di aggiornamento, primi fra tutti quelli organizzati a Padova dall’Istituto Cortivo.

Sei stata a Padova?

Sì, ho seguito a Villa Ottoboni il seminario sull’animazione nel sociale, il corso di Impresa Sociale e, recentemente, l’interessante seminario condotto dal dott. Attilio Piazza.

Hai fatto il corso di Impresa Sociale perché pensi di aprire una struttura?

Beh, diciamo che mi piacerebbe. Per il momento voglio accumulare ancora un po’ di esperienza ma il corso mi è stato utile per capire in realtà come si potrebbe fare: ho appreso le normative, le modalità di gestione, il progetto educativo. Soprattutto ho capito che l’Istituto Cortivo è pronto ad aiutarmi nell’impresa, e questa disponibilità mi rassicura moltissimo sulle possibilità di farcela.”