INTERVISTA A LISA BAGLINI

Mentre frequentavo la seconda magistrale, sono rimasta incinta – racconta Lisa Baglini di Crespina in provincia di Pisa – ed è stata una gravidanza difficile, che mi ha costretto ad interrompere subito gli studi, nei quali stavo andando piuttosto bene, per non riprenderli più. Da quel momento in poi, infatti, mi sono dedicata anima e corpo alla famiglia e al lavoro in fabbrica. Poi, però, è successo qualcosa…".

Cosa?

"Qualche anno fa mi sono separata da mio marito. Da sola, con mia figlia grandicella, ma ancora bisognosa del mio supporto e un lavoro da operaia che non mi era mai piaciuto e che cominciavo a trovare insopportabile… Mi sono sempre considerata una persona dinamica, capace di affrontare le situazioni con grinta, ma a quel punto sapevo solo che non potevo continuare così. Mi sono messa a cercare qualcosa, anche se non sapevo bene cosa, e la mia attenzione si è fermata sul sito internet dell’Istituto Cortivo: ho visto che non serviva il diploma, che la frequenza non era obbligatoria, che si poteva ottenere un attestato valido per lavorare con i bambini, cosa che è sempre stata la mia passione. Ero molto indecisa, ed è stata proprio mia figlia a darmi la spinta, a dirmi di provare".

E ti sei iscritta…

"Sì, tre anni fa, per specializzarmi come OSA per l’Infanzia. Ho finito nell’aprile dell’anno scorso, ma già prima avevo cominciato a fare sostituzioni pomeridiane (la mattina andavo ancora in fabbrica) presso l’asilo dove avevo svolto il tirocinio. In luglio ho spedito in giro molti curricula e ben presto fui contattata dalla Cooperativa Sociale ‘Il Progetto di Pontedera’, una struttura attiva dal 1988 che gestisce sei asili nido nel territorio pisano, due ludoteche, due aree giochi e una Comunità Familiare Minorile. Mi venne proposto un contratto a tempo determinato come assistente di base nella Comunità ed accettai subito. Feci un esordio così bello che dopo un mese il contratto diventò a tempo indeterminato".

Ti sei impegnata molto…

"È tutta una questione di entusiasmo: lasciare il lavoro in fabbrica e venire qui per seguire bambini e ragazzi, aiutandoli a trovare un po’ di tranquillità dopo aver vissuto delle difficoltà, ha significato per me ricevere tante, quotidiane soddisfazioni. Questo lavoro mi piace moltissimo, tanti mi dicono che farei meglio a cercare impiego in un asilo, che sarebbe più tranquillo e più comodo, ma io non sento ragioni: desideravo proprio una cosa come questa, e adesso che l’ho trovata non la lascio di certo".

Cosa fai in Comunità?

"Un po’ di tutto, mi occupo del disbrigo domestico, della colazione e dei pasti, siamo come una grande famiglia dove i bambini e i ragazzi sono al centro di tutto: li accompagniamo a scuola e, quando raggiungono i diciotto anni, li aiutiamo a trovare un lavoro. È un’esperienza bellissima vederli crescere, maturare, trovare la loro strada. Quando comincerò a fare l’animatore mi piacerà anche di più, ne sono certa".

L’animatore?

"Certo, perché mi sono iscritta lo scorso novembre al master di animatore presso l’Istituto Cortivo, l’ho finito e presto inizierò a lavorare anche come animatrice all’intervo della Comunità. Sono davvero felice".