Intervista a Ligia Leopea

biology lesson in preschool - teacher and two boys

“Sono arrivata in Italia tredici anni fa dalla Romania – ricorda Ligia Leopea di Brescia – e solo oggi, grazie all’Istituto Cortivo, ho trovato finalmente un lavoro degno di questo nome. Per tanti anni, infatti, ho ottenuto solo occupazioni saltuarie che duravano poco e non mi davano nessuna prospettiva: l’aiuto impiegata, la parrucchiera, la colf, la baby sitter… Tanto impegno e poche soddisfazioni, insomma. Mandavo in giro il mio curriculum e, quando andava bene, mi dicevano che per il momento non avevano bisogno e che casomai si sarebbero fatti vivi più avanti. Ero esasperata! Cinque anni fa, però, guardando in internet per cercare una scuola che potesse aiutarmi a trovare una soluzione nel settore dell’assistenza, che avevo capito essere l’unico nel quale potevo avere qualche possibilità, ho trovato la proposta del Cortivo con tante testimonianze di ragazze come me che erano entusiaste dei corsi e delle prospettive professionali che offrivano”.

E hai detto ‘perché no’…

“Si, ci provo, mi sono detta, mi sembrava impossibile ma se altre ce l’avevano fatta forse potevo farcela anch’io. Ho richiesto informazioni e ho ricevuto la visita dell’informatore didattico, un tipo davvero in gamba, chiaro e competente, mi ha illustrato tutto per filo e per segno, mi ha convinta e mi sono iscritta al corso Assistente per l’infanzia. Dopo un mese ho cominciato a frequentare la sede di Brescia e mi sono trovata benissimo, perfette le lezioni tenute da docenti sempre disponibili a chiarirmi ogni dubbio e ottimi i libri: quando trovavo qualche termine che non capivo andavo in internet e cercavo il significato, così ho potuto anche migliorare la conoscenza della lingua”.

In effetti parli molto bene l’italiano…

“Sì, studiare mi è stato utile anche in questo senso. E così, continuando a fare i miei soliti lavoretti, sono riuscita con qualche ritardo a superare tutti gli esami sino ad arrivare al momento del tirocinio”.

Dove l’hai fatto?

“Con la ricerca territoriale ho trovato due situazioni diverse, un asilo nido e un centro semi-residenziale per adolescenti. Nel primo sono stata a mio agio con i piccoli e con l’équipe, ma nel secondo ho trovato la mia vera dimensione. Mi piaceva tanto e ho dato il massimo, al punto che alla fine del tirocinio i responsabili mi hanno chiesto se mi andava di rimanere con loro come volontaria per un po’ di mesi. Ho spiegato che avevo bisogno di un vero lavoro ma loro mi hanno detto che questo periodo serviva a me per imparare meglio le mansioni e a loro per conoscermi più a fondo e che poi, se tutto andava bene, c’era una possibilità di assunzione”.

Hai accettato?

“Certo, ho stretto i denti e mi sono lanciata: sono stata attivissima e attentissima, con la fiammella della speranza accesa in fondo al cuore. Passavano i giorni e non succedeva nulla, ma io non mollavo neanche di un millimetro. Ed ecco che dopo sette mesi, lo scorso luglio, mi arriva una telefonata dal coordinatore che mi dice: abbiamo bisogno di te, fammi avere i documenti che li porto in amministrazione. E adesso sto lavorando, la scadenza del contratto è per giugno 2016 ma non mi preoccupo, sto imparando tantissimo e sento che alla fine avrò comunque acquisito una professionalità che potrò, se proprio sarà necessario, spendere altrove…”.

Raccontaci la tua giornata lavorativa…

“Lavoro ogni giorno tranne la domenica e il sabato pomeriggio dalle 9 alle 17. Gli utenti sono una ventina di maschi e femmine, bambini e ragazzi con varie patologie. Amo tanto stare al loro fianco per aiutarli in tutte le loro necessità personali e nella cura del loro ambiente di vita, Nel nostro centro svolgiamo inoltre attività quali il giardinaggio, camminate, fotografia, orientamento, calcio, nuoto, sub, arte, falegnameria, officina, cucina, beauty, i compiti per quelli che vanno a scuola, le sedute emozionali. Splendida è stata la montagnaterapia, li ho accompagnati in un posto bellissimo, è stato un’esperienza meravigliosa fra i prati, i boschi, le alte vette, a passeggiare, ammirare i panorami, respirare l’aria pura, godere del sole e del cielo blu. Sono contenta di me stessa, mi sento sicura, metto in pratica tutta la teoria che ho appreso durante il corso Cortivo e ho la soddisfazione di vedere che riesco a fare bene la mia parte”.

Il Cortivo ti ha cambiato la vita!

“È vero, gli devo tanto. Un annetto fa, nel gennaio 2015, sono andata a Padova con la scusa di chiedere informazioni ma in realtà per vedere la sede centrale dell’Istituto e sono rimasta a bocca aperta. Villa Ottoboni è fantastica e ho trovato un’accoglienza ottima, tutti gentili e simpatici, mi sono sentita ancora più di prima parte di una grande e bella famiglia”.

Cosa ti auguri per il tuo domani?

“Sinceramente non potrei augurarmi di più che continuare a lavorare dove sono adesso. Lì sono nata come operatrice, lì sto ancora crescendo e li vorrei andare avanti, con orgoglio per il lavoro che faccio e che penso di poter fare sempre meglio”.