Intervista a Laura Solinas

“Ho concluso gli studi nel 1989 in quello che allora si chiamava Istituto Magistrale – ricorda Laura Solinas di Sala Baganza in provincia di Parma – ma piuttosto che intraprendere la strada dell’insegnamento scolastico ho deciso di concedermi una scelta diversa: sono partita per l’Inghilterra e, per alcuni anni, ho vissuto e lavorato lì come ragazza alla pari e baby sitter. Poi, con in tasca il certificato di buona conoscenza della lingua inglese, ho trovato lavoro come assistente di volo e per una decina d’anni ho solcato i cieli di tutta Europa con varie compagnie sino al 2004, quando ho disceso l’ultima scaletta da un aereo della Air One”.

Ti eri stancata dell’alta quota?

“In realtà la mia vita stava prendendo un’altra piega, meno avventurosa e più familiare. Nel 2005 ho dato alla luce il mio primo figlio al quale, nel 2008, è seguito il secondo. In effetti stando con i miei bambini avevo riscoperto l’amore per l’infanzia che da sempre covava dentro di me e ho capito che dovevo riprendere un cammino di formazione se volevo soddisfare il mio desiderio di lavorare con i piccoli”.

È stato allora che ti sei iscritta all’Istituto Cortivo?

“Licenziata a giugno 2012 dal lavoro di commessa che stavo svolgendo da qualche tempo in un negozio di Ottica e iscritta al corso per Operatore Socio Assistenziale per l’Infanzia a settembre dello stesso anno. La cosa che in quel momento più mi ha convinto della proposta Cortivo è stato il colloquio con l’informatore didattico: avevo letto in internet delle critiche all’Istituto e gliele ho spiattellate davanti per vedere la sua reazione. Lui, con tutta tranquillità, mi ha rassicurato spiegandomi ogni cosa per filo e per segno: perfetto, era proprio ciò che mi serviva per sentirmi tranquilla e, sino ad oggi, ho avuto solo conferme del fatto che avevo visto giusto”.

A che punto sei arrivata?

“Sto finendo la parte generale, poi mi attende quella monografica e il tirocinio, che mi piacerebbe molto fare in una Casa Famiglia. Gli esami sono andati bene, è stato un piacere riprendere in mano le materie che già avevo studiato a scuola e apprenderne altre, i testi sono completi e interessanti, mi sto davvero appassionando. Recentemente sono anche venuta a Villa Ottoboni e ho trovato esattamente l’ambiente che mi aspettavo, serio e accogliente ma anche divertente e socializzante”.

Hai frequentato il corso di Impresa Sociale?

“Sì, perché ho in mente una cosa che viene dall’esperienza che ho fatto alla scuola materna con i miei figli: ho visto tante mamme straniere, non integrate perché non conoscevano la lingua. Ecco, la mia idea sarebbe di creare, con la collaborazione del Comune, della Parrocchia, delle scuole e di persone di buona volontà, un centro per mamme e bambini stranieri, per insegnare loro la lingua, leggere assieme, conoscersi e riconoscersi, rispettarsi a vicenda. C’è una legge della Regione Emilia Romagna per il finanziamento di progetti sperimentali per l’area infanzia e c’è un ufficio a Bologna incaricato di selezionare le migliori proposte e di finanziarle. Spero di riuscire a portare avanti questa idea, credo che sarebbe il modo migliore per plasmare una nuova società nella quale potremmo vivere meglio tutti quanti superando alcuni limiti! “.