INTERVISTA A LAURA RIGAMONTI

Dopo il diploma di scuola media superiore come Tecnico dei Servizi Sociali, Laura Rigamonti di Merone, in provincia di Como, aveva un progetto: iscriversi all’università e diventare logopedista.

Purtroppo ho dovuto rinunciare al mio sogno perché la facoltà è a numero chiuso. Quando mi sono iscritta alle prove d’ingresso i posti disponibili erano pochissimi, appena qualche decina. I test, quindi, sono stati molto selettivi, in particolare le domande di chimica e fisica, decisamente difficili e per nulla inerenti alle materie previste dal corso.

È stata sicuramente una frustrazione, ma non ti sei abbattuta e hai preferito valutare altre opportunità. Tra queste anche quelle offerte dall’Istituto Cortivo?

Complice in questo caso è stata una delle riviste preferite di mia madre. Sfogliandola ho visto la pagina pubblicitaria dell’Istituto Cortivo, mi sono incuriosita ed è stato così che alla fine mi sono iscritta al corso di formazione per Operatore Socio Assistenziale per infanzia.

Come è andata?

Bene, anche se non ho potuto seguire molto le lezioni perché nel frattempo avevo iniziato a lavorare. Comunque, terminato il tirocinio in una scuola materna, ho concluso il mio percorso formativo nel marzo del 2007.

Sappiamo che hai già maturato diverse esperienze nel campo dell’assistenza. Ci puoi raccontare qualcosa in merito? “Beh, sono stata responsabile dell’assistenza nella mensa di una scuola elementare e di un asilo, ho collaborato alle attività scolastiche e ricreative organizzate in seno ai centri estivi e ai grest dell’oratorio e ho dato supporto scolastico a tre ragazzini con problemi familiari e di dislessia.

E infine, nel settembre 2006, è arrivato il lavoro che stai ancora svolgendo…

Sì. Da allora sto lavorando per una cooperativa sociale di Como. Si occupa di bambini con problemi di autismo. Il ruolo che svolgo è di tipo assistenziale ed educativo: li seguo a scuola e durante le attività estive. Sono tre maschietti in età scolare, alcuni anche con ritardo mentale.

Un mondo particolare, quello dell’autismo…

Sono bambini speciali, che hanno problemi sul piano della comunicazione. Con loro ogni giorno è diverso dall’altro, sono imprevedibili e spesso bisogna essere veloci nell’intervento. Dal punto di vista scolastico hanno difficoltà di attenzione e bisogna quindi adottare strategie specifiche mirate all’apprendimento.

D’estate cosa fai con loro?

Li porto in piscina. Naturalmente uno alla volta perché hanno bisogno di essere seguiti con molta attenzione. Poi ci sono le attività ricreative, durante le quali possono socializzare con i loro coetanei. Si tratta di giochi organizzati all’oratorio, escursioni nella natura, gite, ecc.

Quali sono le qualità necessarie per assistere un bambino affetto da autismo?

Anzitutto la pazienza e poi il saper mantenere la calma di fronte a qualsiasi difficoltà. Non c’è nulla di più disturbante per un autistico che avere accanto una persona agitata. Poi bisogna parlare molto con loro, spiegare le cose come stanno e, di fronte alle loro paure, spesso improvvise, bisogna aiutarli a superarle pian piano, senza fretta…

Hai altri programmi per il futuro?

Il prossimo settembre vorrei iscrivermi a Scienze dell’Educazione Primaria. Mi piacerebbe diventare insegnante. Comunque sono molto contenta anche del lavoro che sto svolgendo. Sono fortunata: lavoro vicino a casa e il rapporto con i miei colleghi è ottimo.