INTERVISTA A KATIA AGOSTINI

“Diciamo che per me l’aiutare gli altri non è mai stato un impegno – racconta Katia Agostini di Vigonza in provincia di Padova – ma piuttosto un aspetto innato della mia personalità. Quando andavo all’asilo facevo la mamma ai bambini più piccoli e anche dopo, nel corso della vita, a scuola come fuori, lasciavo indietro i miei problemi per dare prima di tutto una mano a chi ne aveva bisogno”.

Hai fatto degli studi orientati verso il sociale?

“No, purtroppo. Mi sono diplomata in ragioneria e poi ho fatto lavori che con il sociale non avevano nulla a che fare; ho trascorso dieci anni in fabbrica e un anno presso uno studio di geometra. Ero ormai arrivata oltre la trentina quando ho avuto un momento di depressione. Evidentemente il bicchiere era colmo. Dovevo cambiare vita e fare qualcosa che fosse più vicino al mio modo di essere. Per questo, seguendo il consiglio di una persona che mi aveva suggerito di mettermi a studiare qualcosa che davvero mi interessasse, mi sono messa in contatto con l’Istituto Cortivo e mi sono iscritta a tre corsi OSA, per l’Infanzia, i Disabili e l’Amministratore di Sostegno“.

Sappiamo che adesso sei iscritta anche per la Multiculturalità

“Sì, perché, ad un certo punto, ho capito che con il mio carattere mi sarebbe stato troppo difficile avere a che fare con le persone diversamente abili, e ho deciso di cambiare. Per il momento, dei tre corsi ho finito lo scorso ottobre quello per l’infanzia”.

Dove hai fatto il tirocinio?

“In una scuola materna vicina a dove abito. E’ stata una bellissima esperienza, nel corso della quale ho trovato non solo conferme sulla validità delle teorie che avevo studiato e che mettevo in pratica con i bambini, ma anche sul fatto che la strada che stavo percorrendo era proprio quella giusta per me”.

E con l’Istituto Cortivo come ti sei trovata?

“Davvero bene, mi ha aiutato in tutti i sensi, nella crescita personale e professionale. E’ un’ottima scuola e quando mi capita l’occasione ne parlo bene con tutti. Sono state importanti le materie che ho studiato, ma anche i seminari che ho frequentato, praticamente tutti quelli svolti a Villa Ottoboni dal 2006 ad oggi. Quanto ho imparato…, quante persone ho conosciuto…, sono state tutte situazioni davvero fantastiche, che mi hanno dato molto in tutti i sensi”.

L’ultimo che hai frequentato è stato il Corso di Impresa Sociale… non è che stai coltivando una qualche idea?

“L’idea ce l’avevo, ma è successa una cosa che me l’ha fatta mettere per il momento in disparte. Infatti, quando ho finito il tirocinio, praticamente in contemporanea con il Corso, ho ricevuto da parte della direttrice della scuola materna una proposta. Mi chiese se avrei lavorato con loro come OSA nel caso in cui avessero avviato un asilo nido integrato con la loro struttura. E io ho risposto: e me lo chiede? Ero felicissima, non solo perché vedevo in prospettiva la possibilità del lavoro che ho sempre sognato, ma anche perché vedevo confermata la mia idea di avviare un asilo. Avevo visto giusto, c’era bisogno di questo servizio sul territorio. Sono stata preceduta, ma ho ottenuto comunque la possibilità di partecipare a questa nuova avventura”.

Per cui stai aspettando l’evolversi degli eventi…

“Sì, devo vedere se va avanti questo progetto. Se per qualsiasi motivo non dovesse realizzarsi, penso proprio che ritornerò alla mia vecchia idea e mi darò da fare per mettere in piedi qualcosa di mio”.