INTERVISTA A JGOR ILLATIVI

Nel 1999 mi sono diplomato come tecnico elettricista, un titolo che avevo scelto per trovare subito lavoro ma che non corrispondeva del tutto alle mie aspirazioni. Durante quegli anni, infatti, avevo collaborato con l’Azione Cattolica in alcune iniziative dedicate all’infanzia nel corso delle quali mi ero reso conto che aiutare i bambini era molto più gratificante che posare tubi e connettere fili.

Inizia così il racconto di Jgor Illativi di Padova, che ha conseguito l’attestato di Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia nel giugno del 2008. Così prosegue…

Comunque per alcuni anni ho percorso altre strade. Per due anni ho fatto il servizio militare come Carabiniere e poi vari lavori, soprattutto come elettricista, due anni con una ditta e un anno e mezzo con un’altra. Ma sentivo di non essere soddisfatto, di voler fare qualcos’altro di più utile per me e per gli altri. È stato così che quando ho visto su una rivista una pagina dedicata all’Istituto Cortivo ho risposto all’invito e mi sono iscritto. Mi sono trovato bene, anche se per fare tutti gli esami ci ho messo quasi tre anni: le materie, anche se interessanti e stimolanti, erano in gran parte del tutto nuove per me e inoltre continuavo a lavorare. Il vero momento di svolta è stato il tirocinio presso la Casa Priscilla Famiglia di Accoglienza Onlus di Padova. Qui ho trovato davvero l’ambiente giusto per me, sono riuscito a dare il massimo e, alla fine del tirocinio, ho avuto la soddisfazione di ricevere dai dirigenti della struttura una proposta di assunzione.

Hai accettato?

Certo, appena ho avuto in mano l’attestato ho cominciato a lavorare. Era lo scorso luglio e oggi, dopo quasi un anno di attività, sono sempre più sicuro e contento della mia scelta.

Sei stato assunto a tempo indeterminato?

No, ho un contratto a tempo determinato, ma è già stato rinnovato una volta con un aumento di stipendio e penso proprio che prima o poi anche questo aspetto verrà definitivamente risolto.

Quali sono i tuoi compiti?

Casa Priscilla è una struttura di assistenza per mamme con bambini che al mattino funziona quasi come un asilo nido mentre al pomeriggio diventa una specie di doposcuola-ludoteca. Nei primi tempi lavoravo solo il pomeriggio, con bambini in età da scuola elementare: li aiutavo nei compiti, giocavo con loro, li accompagnavo dove dovevano andare. Poi invece sono passato al turno della mattina, dalle sette e mezzo all’una e mezzo, con bimbetti dai due ai cinque anni. Prima sveglio i più grandi, li aiuto a lavarsi e vestirsi e li accompagno all’asilo. Poi sto con i più piccoli, li porto al parco, se serve li cambio, facciamo varie attività. Dopo il pranzo li metto a letto e solitamente così si chiude la mia giornata lavorativa.

In quanti siete impegnati nella gestione di Casa Priscilla?

C’è una psicologa, io e il mio collega che siamo gli assunti ‘fissi’, la cuoca che è una bravissima volontaria e poi tanti altri volontari e stagisti, e alcuni tirocinanti dell’Istituto Cortivo. È una situazione che mi piace molto, ci sto davvero bene, ho un buon rapporto con l’équipe e con i piccoli, ho capito che hanno soprattutto bisogno di comprensione e di affetto, ognuno di loro ha un disagio più o meno grave ed è una grande soddisfazione quando li si vede tranquilli e felici.

Hai un sogno nel cassetto?

A parte il contratto a tempo indeterminato, che spero proprio si realizzerà presto, mi piacerebbe aprire una struttura mia, una ludoteca…

Hai mai partecipato ai corsi di Impresa Sociale dell’Istituto Cortivo?

No, ma so che ci sono e, quando mi sentirò più pronto al grande passo dal punto di vista sia professionale che economico, non mancherò di iscrivermi e partecipare. Sono sicuro che saranno seri e interessanti, conosco l’Istituto Cortivo e so che quando fa qualcosa lo fa bene per il bene dei suoi allievi.