Intervista a Jessica Ilaria Seghizzi

A volte non siamo noi a scegliere il nostro futuro, ma le circostanze che ci troviamo a vivere. È questo il caso di Jessica Ilaria Seghizzi della provincia di Cremona che, a causa di un’allergia ad alcuni componenti chimici, ha dovuto rinunciare al suo lavoro di parrucchiera e cambiare orizzonte professionale. Dal 2006, infatti, grazie anche all’attestato di Operatrice Socio Assistenziale per la specializzazione Infanzia, conseguito con l’Istituto Cortivo, Jessica è titolare del suo asilo nido ‘Le Coccinelle’.

“Del lavoro di parrucchiera mi piaceva molto il rapporto umano con le clienti, fatto di chiacchiere, ma anche di confidenze tra donne… Ma la mia pelle non sopportava i prodotti per i capelli e così, avendo già una grande esperienza come baby sitter, mi sono iscritta all’Istituto Cortivo, una scelta fantastica, che mi ha aperto nuove opportunità dal punto di vista del lavoro. Ho anche partecipato al corso di Impresa Sociale, di cui serbo un bellissimo ricordo non solo dal punto di vista didattico, ma anche del rapporto di gruppo che si era creato. A quei tempi studiavo e, al tempo stesso, lavoravo nella ristorazione, come aiuto cuoco, e la cosa non mi dispiaceva per nulla perché, tra le mie passioni, c’è anche la cucina”.

Sei evidentemente una donna energica, che si impegna al meglio nel fare le cose che ama. Ma torniamo alla tua scelta: conseguito l’attestato nel 2006, nello stesso anno hai inaugurato ‘Le Coccinelle’. Una grande determinazione la tua…

“Sono stata incoraggiata da mio marito, che ha un buon lavoro e poteva sostenermi in un progetto così ambizioso. Insieme abbiamo affrontato la ricerca dei locali, i faticosi iter burocratici e, soprattutto, i rischi. Agli inizi si lavora solo per ammortizzare le spese. Ho cominciato con un bambino e poi, mano a mano, sono arrivati gli altri. Sono partita con un micronido, che può accogliere al massimo 10 bimbi, ma le richieste aumentavano e così, nuovamente rischiando, ho deciso di ampliarmi e di offrire i servizi di un vero asilo nido. Oggi ospitiamo 36 bambini, siamo in due socie, abbiamo 4 collaboratrici e la cucina interna viene gestita da una cuoca che svolge anche mansioni da ausiliaria. Abbiamo scelto ruoli interscambiabili, che ci permettono di far fronte alle emergenze e non solo: io, ad esempio, dal 2006 sono diventata mamma due volte e quindi, per alcuni periodi, non ho potuto esserci".

Ti sei portata i bambini al nido?

“No, ho preferito distinguere molto bene il ruolo di mamma da quello di professionista. Non è semplice gestire i propri figli in un luogo dove necessariamente ci si deve occupare anche di altri bambini. Si rischia di creare confusione e conflitti affettivi”.

È bella la tua struttura?

“È accogliente, colorata, con una reception, due ampi saloni, due stanze per la nanna, due sale giochi, quattro bagni, una terrazza, la cucina e un atelier per le attività laboratoriali, un piccolo mondo dove i bambini possono manipolare e creare senza paura di sporcarsi. Proponiamo diversi laboratori: manipolazione, digitopittura, psicomotricità, attività musicali, costruzione di storie, i percorsi sensoriali, ecc. Curiamo molto il rapporto con i genitori perché pensiamo sia importante capire le loro esigenze assieme a quelle dei bambini”.

La relazione al centro di tutto, quindi.

“È così importante che ho ritenuto fondamentale continuare ad aggiornarmi. Ho seguito vari corsi in questi anni, tra i più recenti uno riguardava l’osservazione dei bimbi in asilo e l’altro gli adulti al nido. Per avere più strumenti, mi sono iscritta anche alla Scuola di Counseling organizzata dall’Istituto Cortivo. Le lezioni partiranno a gennaio, e già penso che dovrò lasciare per qualche giorno i miei figli… Sentirò terribilmente la loro mancanza!”.