Intervista a Jenny Bertoldo

"Mi sono diplomata in grafica pubblicitaria – racconta Jenny Bertoldo di Altavilla Vicentina in provincia di Vicenza – ma non ho mai lavorato nel settore dell’advertising. Per anni sono stata impiegata in una compagnia di assicurazioni e poi sono entrata, sempre a livello impiegatizio, nella ditta di mio marito, un impegno che continuo a portare avanti ancora oggi".

Sappiamo che hai aperto un baby parking…

"Sì, è stato nel 2009. L’idea aveva cominciato a frullarmi in testa quando mi sono trovata a gestire il mio primo bambino: nella cittadina dove abito non c’era uno spazio dedicato ai più piccoli, dove i genitori potessero lasciare in buone mani i loro figli, e mi sembrava giusto tentare di realizzarlo. Ne parlai con altre amiche, ma con loro non riuscivo a dare concretezza al progetto e decisi di andare avanti da sola. Così a settembre del 2009 ho inaugurato ‘Il Farfabruco’, un baby parking aperto dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 18.30".

Come è andata?

"Abbastanza bene, ma con fatica, soprattutto nei primi tempi. Per venire incontro alle famiglie avevo scelto una formula che prevedeva l’acquisto di un monte ore trimestrale da utilizzare secondo necessità, avvertendo prima dell’orario di entrata e di uscita del bimbo. E proprio questa scelta, se da una parte è stata molto apprezzata, dall’altra ha portato con sé vari inconvenienti, telefonate all’ultimo minuto, richieste immediate per esigenze impreviste, ecc., con relativi problemi organizzativi. Ma ormai il dado era tratto, e oggi, a tre anni dall’apertura, ‘Il Farfabruco’ è una bella struttura, capace di fornire anche servizi particolari come il ritiro pomeridiano dei bimbi da scuola".

Quando ti sei iscritta all’Istituto Cortivo?

"Il mese dopo l’apertura del baby parking. Sentivo la necessità di una formazione specifica per l’infanzia e l’ho scelto sia per la completezza del programma sia perché mi dava la possibilità di abbinare il lavoro con gli studi per diventare Operatrice Assistenziale per l’Infanzia. Devo dire però che la realtà si è dimostrata più forte della mia volontà: oltre a gestire Il Farfabruco vado anche qualche ora in ufficio da mio marito e, naturalmente, seguo i miei due bambini. Di tempo per studiare me ne resta ben poco e sinora ho dato solo una decina di esami. Del resto ho un ottimo rapporto con l’Istituto Cortivo; recentemente ho accolto una tirocinante ed è stata un’esperienza molto positiva… non mollerò, voglio tenere duro sino alla fine".

Raccontaci della struttura…

"Attualmente abbiamo dodici bambini di età variabili da un anno a dieci anni. Disponiamo di una stanza grande per i giochi, un’altra per il disegno e il pongo e una terza, più piccola, per il fasciatoio e il sonno. Facciamo tante attività ludico-ricreative, educative e di psicomotricità, abbiamo angoli morbidi e la piscina con le palline. Per i bambini con più di quattro anni abbiamo attivato anche un corso di inglese".

Altre iniziative per il futuro?

"Mi piacerebbe aprire ‘Il Farfabruco’ anche ai genitori che tengono i bimbi a casa, ma hanno bisogno di uno spazio protetto dove portarli a giocare assieme ai loro coetanei. Sarebbe un’occasione perfetta per socializzare non solo per i piccoli, ma anche per i genitori: scambiarsi impressioni e consigli, conoscersi e divertirsi assieme. Proprio in questi giorni voglio stampare un invito a partecipare all’iniziativa, vedremo se avrà successo, spero proprio di sì".