INTERVISTA A ISABELLA RECCHIUTO

"Dopo la maturità scientifica – racconta con voce decisa Isabella Recchiuto residente a Monopoli in provincia di Bari – ho trovato lavoro come agente di una primaria compagnia di assicurazioni. Oggi, a quarantotto anni, sto vivendo una fase particolare della mia vita, un momento di profondo cambiamento nel quale l’Istituto Cortivo gioca un ruolo di primo piano".

Raccontaci tutto dall’inizio…

"Un paio d’anni fa, quando mia figlia ha concluso gli studi superiori, mi sono impegnata a cercare per lei una strada che potesse garantirle un futuro. Fra le varie opportunità che avevo selezionato c’erano anche i corsi dell’Istituto Cortivo, che le suggerii caldamente, ma che rifiutò perché aveva già deciso di iscriversi all’Università. Questa possibilità, però, mi era talmente entrata in testa che pensai: perché non farlo io? E fu così che mi iscrissi per tre specializzazioni, infanzia, multiculturalità e disabilità".

Avevi già deciso di cambiare?

"In effetti il lavoro di assicuratore non mi dava più le soddisfazioni di un tempo, non tanto dal punto di vista economico, ma piuttosto da quello della tranquillità personale. Situazioni di crisi, incomprensioni e tensioni erano sempre più frequenti e disturbavano non poco la mia serenità quotidiana. Per questo, in cuor mio, sentivo che dovevo prendere l’iniziativa, voltare pagina in qualche modo. Oltre ad iscrivermi all’Istituto Cortivo mi sono iscritta anche all’Università a Milano, alla facoltà di economia e commercio…".

Un grosso impegno…

"Quando si raggiunge la mia età, se si decide qualcosa si deve fare sul serio. E così mi sono buttata a capofitto e ho iniziato a dare esami a raffica, non solo all’Università, ma anche al vostro Istituto. In due anni ho ottenuto i tre attestati, aiutata anche dalle dispense fatte molto bene e dall’interesse che mi suscitavano le materie. Gli scritti li facevo online e a volte ho sostenuto due orali in una settimana. Quando sono venuta a Padova, i responsabili mi hanno detto che avevo fatto un record, ma sinceramente non mi è costato troppa fatica. L’entusiasmo fa miracoli, ed io continuavo a trovare motivi per entusiasmarmi: bellissime sono state le esperienze dei tirocini, nel corso delle quali ho trovato solo conferme sulla mia capacità di esprimermi professionalmente e umanamente con i bambini. Nel frattempo, però, sono andata al galoppo anche all’Università. Ho già completato tutti gli esami e sono appena tornata da Milano dove sono andata a concordare l’argomento della tesi".

Un successo su tutta la linea!

"Sì, mi sto ridisegnando, come persona e come professionista, ed è un vero piacere".

Hai detto che sei venuta a Padova, ce ne puoi spiegare il motivo?

"Certo, sono venuta per seguire il Corso di Impresa Sociale. Sono stata felice di trovare un luogo dove ho potuto apprendere e confrontarmi, con gli insegnanti e con gli altri partecipanti: ho capito meglio come organizzarmi e ho messo a fuoco tanti dettagli utili per dare maggiore concretezza al mio progetto ".

Quale progetto?

"È da molto che ci penso, ma adesso le cose stanno maturando: vorrei aprire un nido. Tempo fa avevo acquistato un terreno sul quale mi sarebbe piaciuto costruire un qualcosa a misura dei miei desideri, ma ora sto accelerando i tempi. Ho trovato una struttura di 300 metri quadri con giardino e sto lavorando con gli architetti e i fornitori degli arredi per personalizzare al massimo il progetto. Sto poi costituendo una società di persone con mia figlia, non so ancora se una Snc o una Srl, per poter accedere ai finanziamenti regionali destinati alle microimprese, 50% a fondo perduto e l’altro 50% da restituire in sette anni. Sarà un nido su due piani, sopra l’accoglienza, la didattica e la cucina, sotto la parte ludica e il teatro: voglio realizzare un ambiente creativo, non ingessato, dove si fa pittura e musica, dove i bambini possano esprimersi in libertà".

Quindi aprirai fra breve un nido con tua figlia?

"Esatto, penso che tra burocrazie e adeguamenti normativi l’impresa richiederà ancora alcuni mesi, ma credo proprio che per il prossimo settembre saremo pronte a partire. Sarà una novità per Monopoli, dove oltre al nido statale con graduatorie infinite ci sono solo alcune strutture che, in effetti, sono più ludoteche che veri e propri asili. Ho in mente anche di provare a chiedere una convenzione con il Comune per accogliere da me i bambini che non riescono a rientrare nelle loro graduatorie".