INTERVISTA A ISABELLA LA FORGIA

"Il buon rapporto che ho con i bambini risale alla mia prima infanzia

– racconta Isabella La Forgia, residente a Salgareda in provincia di Treviso –

quando le altre mamme lasciavano in custodia a mia madre, che lavorava in casa, i loro piccoli. Io ero la più grande di tutti e il mio ruolo era a mezza strada fra la compagna di giochi e la sorvegliante. Mi piaceva moltissimo. Poi ho anche cresciuto i miei nipoti… Insomma, stare insieme ai bambini è da sempre per me una cosa naturale, spontanea e molto gradevole".

Ma quando è stato il momento di scegliere gli studi superiori hai deciso di fare la ragioniera…

"Sì, sono decisioni che si prendono in un’età ancora troppo immatura per capire davvero qual è la tua vera inclinazione. Comunque mi sono impegnata anche in quella direzione e ho ottenuto il diploma. Poi, però, sono cominciati i problemi".

Cos’è successo?

"Mi sono sposata e, proprio nel momento in cui è iniziata la mia gravidanza, ho avuto dei dissapori con mio marito che purtroppo hanno portato alla separazione. Così sono tornata a casa dai miei, con una bimba neonata e nessuna possibilità di cercarmi un lavoro. Da una parte non mi rimaneva tempo, dall’altra fare la ragioniera non mi andava".

E cosa hai fatto?

"Mi sono iscritta all’Istituto Cortivo, e di questo devo anzitutto ringraziare mia madre che, vedendomi in difficoltà, mi ha spinto a intraprendere questa strada senz’altro più adatta alla mia indole. Era il 2003, e dopo l’incontro con l’informatore didattico scelsi le specializzazioni infanzia, anziani e multiculturalità. Il primo attestato, quello di Operatrice Socio Assistenziale per l’Infanzia l’ho ottenuto nel febbraio del 2009. Ho impiegato molto tempo, ma studiavo e lavoravo contemporaneamente e quando potevo frequentavo le lezioni del sabato presso la sede didattica (prima quella di Bari e dal 2005, quando mi sono trasferita in Veneto, quella di Padova). Ho molto apprezzato gli esami scritti on line, una soluzione che ho trovato molto comoda e che mi ha consentito nell’ultima fase di accelerare i tempi".

Dove hai fatto il tirocinio?

"Presso un asilo nido gestito dalla Cooperativa Sociale Onlus Baby School. E’ stato un periodo molto utile, è fondamentale verificarsi nella pratica del lavoro. Il primo impatto è stato forte, poi mi sono quasi affidata ai bimbi e tutto è andato a meraviglia. Sono stati loro ad aiutarmi a rivalutare le mie potenzialità".

Adesso cosa fai?

"Sto lavorando con la stessa cooperativa presso un altro nido. Mi hanno affidato un contratto a progetto che prevede in media 20 ore settimanali e che scade il prossimo luglio".

Come ti trovi?

"Bene, sia con i piccoli che con le colleghe. Spero proprio che il contratto venga rinnovato l’anno prossimo. Per l’estate comunque sono già in contatto per lavorare nei campi estivi con bambini dai 3 ai 5 anni. Si fa quel che si può, anche se mi piacerebbe avere delle prospettive più concrete e continuative…".

Cosa chiedi al futuro?

"Un lavoro stabile e giustamente retribuito. Ho una bimba di sette anni ed è difficile crescerla senza disporre di una sicurezza economica. Sto anche valutando di iscrivermi all’Università, a Scienze della Formazione, ma sono altri anni di studio e non so se posso permettermeli. Vedremo, intanto mi sto impegnando al massimo e sto incontrando tante persone: chissà che la soluzione non sia dietro l’angolo…".