INTERVISTA A GIUSY FIATA

“Dopo il diploma liceale in Scienze Sociali – racconta Giusy Fiata di Pastorano in provincia di Caserta, oggi Operatrice Socio Assistenziale presso una Comunità Alloggio per minori – ho tentato di superare i test d’ingresso alla facoltà di Psicologia. Eravamo in tanti e non ce l’ho fatta. Così ho cercato un’alternativa che non mi facesse perdere tempo e l’ho trovata nell’Istituto Cortivo. Mi ha colpito la pagina pubblicitaria su una rivista, ho spedito il coupon, sono stata contattata e la proposta mi è sembrata valida”.

Ne sei convinta tuttora?

“Certamente. Il corso come OSA per l’infanzia rappresentava uno sbocco naturale agli studi che avevo seguito e mi consentiva di rimanere nell’ambito che più preferisco, quello dell’età evolutiva. Le materie non mi erano nuove e rimettermi sui libri è stata quasi una passeggiata. Non ho avuto difficoltà a superare gli esami e, subito dopo il tirocinio e ancora prima di presentare la relazione finale, ho iniziato a lavorare”.

Brava e fortunata. Solo 23 anni e già una prima, importante esperienza lavorativa. Com’è andata?

“Ho svolto il tirocinio presso la Casa Famiglia Irene, la stessa struttura d’accoglienza per minori che poi, dovendo sostituire un’operatrice, mi ha assunta. L’impatto non è stato semplice, non era come stare in una classe della scuola primaria fra bimbetti magari scatenati, ma senza problemi. Mi sono trovata di fronte alla sofferenza e alle difficoltà di ragazzini poco più giovani di me e alle volte mi è sembrato di non avere la forza di carattere necessaria per sostenerne il peso. Agli inizi ho dovuto imparare a confrontarmi con una durezza di vita che non conoscevo. Inoltre, molti dei minori che seguo sono in piena adolescenza e quindi mi trovo spesso a dover gestire i tipici conflitti di questa età”.

Quanti sono i ragazzi?

“Per ora sono sei ma, in vista delle nuove norme in materia di assistenza ai minori, la casa famiglia si sta trasformando in Comunità Alloggio e quindi potrà ospitare sino a otto utenti. Attualmente abbiamo adolescenti dai 13 ai 15 anni e un diciottenne. Tra loro ci sono tre fratelli in corso d’affido, ai quali è stata trovata una famiglia che si prenderà cura di loro. Provengono tutti da famiglie disastrate, con problemi di disagio economico, genitori separati, alcolismo… Sono comunque bravi, ben integrati a scuola e con un’intensa vita di società, avvantaggiata dal fatto che si dedicano a varie attività, dallo scoutismo agli sport più diversi”.

Quali sono le tue mansioni?

“Quelle che appartengono alla quotidianità di tutte le famiglie: andare a prenderli a scuola, mangiare con loro, seguirli nei compiti, nelle uscite, in tutte le piccole ma importanti cose che riempiono la giornata”.

E’ un lavoro che ti piace?

“Sì, mi gratifica molto. Ho poco più di vent’ anni e già un lavoro di responsabilità. Sento che in questo contesto posso maturare molto dal punto di vista professionale. Lavoro sette ore al giorno e faccio un turno di notte la settimana. Il contratto è a tempo determinato, scade il prossimo gennaio, ma non credo ci saranno problemi per il rinnovo”.