INTERVISTA A GIUSEPPINA LACCONE

"Quando mi sono iscritta all’Istituto d’Arte – racconta Giuseppina Laccone di Torino – avevo quattordici anni. E’ un’età, quella, in cui non si ha ben chiaro cosa si desidera fare nella vita. Di conseguenza, anche se sin da piccola avevo sempre sentito un particolare trasporto verso i bambini, testimoniato anche da una pre-iscrizione alle magistrali, alla fine ho preferito scegliere il percorso artistico".

Ma poi ci hai ripensato…

"Sì, quando ho avuto il diploma in mano ho ripensato a me stessa e a quali erano davvero i miei desideri. Mia sorella lavorava da tempo per le scuole materne e ho deciso di seguire il suo esempio. Così ho cercato in internet le possibilità di una formazione per il settore infanzia e ho trovato molto interessante la proposta dell’Istituto Cortivo. Mi sono iscritta nel settembre 2007 e ho dato il primo esame a dicembre: nel settembre 2009 avevo in mano non solo l’attestato, ma anche il mio primo lavoro con i bimbi".

Splendido…

"E’ stata una cosa magnifica. Devo tutto al tirocinio, che ho svolto presso la Scuola Materna Colibrì, attiva presso l’Istituto Sociale della mia città. Un periodo molto bello e interessante, nel corso del quale ho avuto non solo modo di capire nella realtà quotidiana quanto questo fosse il lavoro giusto per me, ma anche di vivere la dimensione del lavoro di équipe, di interagire con i bambini, di confermare nella pratica la teoria che avevo appreso sui libri".

A proposito, come ti sei trovata durante gli studi con l’Istituto Cortivo?

"Frequentando la scuola superiore avevo già messo a punto un mio metodo di studio per cui non ho avuto bisogno di frequenti contatti con la sede didattica. Comunque, quando mi sono rivolta agli insegnanti e ai tutor per un suggerimento o un consiglio, ho trovato completa disponibilità da parte di persone preparate e pronte a risolvere ogni problema".

Riprendiamo dal lavoro che stai facendo…

"Alla conclusione del tirocinio, era lo scorso giugno, la direttrice mi ha convocato per dirmi che ci poteva essere la possibilità di un’assunzione temporanea della durata di circa un anno, per sostituire due colleghe andate in maternità. Figurarsi, ho colto la palla al balzo e fino a gennaio ho fatto 22 ore la settimana. Poi, al rientro di una delle due neo mamme, sono passata a 12 ore, ma per il momento mi va bene così: sto ancora studiando per concludere gli esami di Multiculturalità e poi ho il tirocinio".

Da ciò che dici capisco che hai scelto più specializzazioni…

"Mi sono iscritta per i corsi infanzia, multiculturalità e disabili. Adesso sto facendo del mio meglio per finire rapidamente il secondo, per il terzo vedrò più avanti".

Cosa speri per il tuo futuro?

"Nulla di più che continuare a lavorare in una struttura con bambini o ragazzi. Mi piacerebbe anche lavorare con le mamme e i bambini in un carcere oppure nei reparti di pediatria degli ospedali. Soprattutto amerei poter usare le tecniche d’arte che ho appreso al liceo, per dare il meglio di me stessa in tutti i sensi, come operatrice per l’infanzia e come animatrice artistica. Credo che poche cose possano essere educative come il giocare e il confrontarsi con la fantasia e la creatività".