INTERVISTA A GIUSEPPINA AMOROSO

Sposata, mamma di due figli già grandi e di un ragazzino di nove anni, Giuseppina Amoroso di Caserta è stata per vent’anni imprenditrice nel mondo del commercio. Oggi, dopo aver conseguito l’attestato con l’Istituto Cortivo, è Operatrice Socio Assistenziale per l’infanzia in una Casa Famiglia di Napoli per donne con bambini.

Com’è che hai deciso di cambiare la tua dimensione lavorativa?

"Mi è sempre piaciuta l’idea di aiutare gli altri. È una vocazione che negli anni ho sentito crescere dentro di me. Quando avevo il negozio, non vivevo mai i clienti come semplici acquirenti: per me erano anzitutto persone con cui entrare in relazione, da ascoltare. E poi il sociale è una dimensione che conosco bene perché da tempo svolgo volontariato all’interno della mia parrocchia".

Quand’è che hai preso la decisione definitiva?

"È stato un insieme di fattori: la chiusura dell’attività e poi il desiderio di cercare vie alternative, più adatte a ciò che sentivo dentro. Ma non era semplice per me che non avevo titoli di studio facilmente spendibili nel mondo del lavoro e dell’assistenza in particolare. Poi, per fortuna, ho trovato informazioni sull’Istituto Cortivo tramite Internet e ho subito chiamato. Il colloquio che ho avuto con il vostro informatore didattico mi ha ulteriormente confermato la bontà della proposta e così mi sono iscritta".

È stata una buona esperienza?

"Ottima! Posso dire di aver avuto una formazione eccellente per merito dei docenti della sede di Napoli, persone preparate e fantastiche: hanno saputo sostenermi e dare voce alla mia motivazione. È stato anche grazie a loro se ho potuto rimettermi alla prova e trovare la strada giusta per me".

Immagino che l’esperienza del tirocinio sia stata cruciale…

"Sono stata fortunata perché ho potuto svolgere il tirocinio con la Fondazione Ferrara, una struttura fatta di professionisti di grande umanità. Si occupano non solo di infanzia disagiata, ma anche di aiuto a famiglie povere. Dispongono di un banco alimentare e distribuiscono capi di vestiario e aiuti di ogni genere a chiunque bussi alla loro porta. Oggi, purtroppo, tra i nuovi poveri ci sono anche molte famiglie italiane monoreddito che non riescono più ad arrivare a fine mese. Torniamo però al tirocinio: una parte si è svolta alla Casa Sorriso dove mi sono occupata di ragazzini dai 5 ai 14 anni, mentre la seconda parte mi ha visto all’opera alla Casa Felicetta, dove vengono accolte madri con bambini. Ed è qui che mi hanno chiesto di rimanere…".

Hai trovato subito lavoro!

"Erano contenti di me, della mia formazione ben supportata dalla mia esperienza di mamma. Sono stata assunta con un contratto a tempo determinato rinnovabile ed è una soluzione che per ora mi soddisfa. Alla Fondazione ho trovato un clima splendido, che mi ha aiutato molto a crescere professionalmente. Sin dal primo giorno sono stata invitata a partecipare a tutte le riunioni di équipe e questo mi ha permesso di entrare subito in sintonia con tutti gli operatori".

Raccontaci della Casa Famiglia…

"Attualmente ospitiamo tre madri e quattro bambini. Due di loro sono adolescenti, di cui una è mamma di un bimbo di 9 mesi e di un neonato di 10 giorni… Anzi, da ieri le madri sono due perché una ha lasciato la casa non portando con sè il figlio di due anni. Stanotte sono stata con lui e gli ho tenuto sempre la mano. E’ sperduto, con gli occhi cerca la sua mamma… Non ci resta che coccolarlo e riempirlo d’affetto in attesa che trovi una famiglia in grado di trasmettergli tutto l’amore e tutte le attenzioni di cui ha bisogno un bambino per crescere…".

Ti devi confrontare quotidianamente con storie difficili. È faticoso?

"È faticoso per loro: sono ragazze giovanissime, con un passato traumatico. Per loro è molto difficoltoso inserirsi nel mondo del lavoro. Sono diffidenti, non hanno strumenti culturali, non sono abituate alle regole. Ci stiamo impegnando per aiutarle a trovare una soluzione che le metta nelle condizioni di occuparsi autonomamente dei figli, ma è davvero difficile".

Parli del tuo nuovo lavoro con passione. È bello ascoltarti…

"Mi sento realizzata. Grazie all’Istituto Cortivo ho avuto l’opportunità di andare nella direzione giusta. Voglio dare un consiglio alle persone che non hanno ancora deciso di iscriversi all’Istituto: se dentro di voi sentite che è questo il lavoro che desiderate fare, se la vostra è una motivazione forte, non esitate: iscrivetevi subito, ne vale veramente la pena".