ev inf

Intervista a Giulia Chiani

CHIANI GIULIA foto

“Ho lasciato un lavoro con contratto a tempo indeterminato per seguire la passione per l’infanzia e il sociale che mi anima sin da bambina. È stata una scelta che mi ha reso felice – afferma Giulia Chiani di Rieti – della quale devo dire grazie all’Istituto Cortivo”.

Come sei arrivata a questa decisione?

“Dopo essermi diplomata al liceo socio psico pedagogico ho pensato all’università ma, nel frattempo, avevo trovato un’occupazione come commessa che mi garantiva uno stipendio, cosa per me molto importante. Di conseguenza il corso universitario, con le sue frequenze obbligatorie, mi avrebbe con tutta probabilità costretta a perdere l’unica fonte di reddito che avevo… E poi sentivo la necessità di continuare la mia formazione in un senso più professionalizzante, più pratico, che potesse aprirmi la porta verso un lavoro con i bambini. Ecco allora che, cercando in internet, ho trovato la soluzione giusta per le mie esigenze: il Corso di Assistente all’infanzia del Cortivo. Circa due anni di studi in libertà e un titolo immediatamente spendibile sul mercato del lavoro”.

Quando ti sei iscritta?

“Nel 2013, ho frequentato la sede di Roma e ho trovato solo conferme a tutte le mie speranze. Lo studio è andato benissimo, ho trovato grande disponibilità da parte dei docenti e delle materie che mi hanno arricchita, facendomi capire più profondamente non solo i vari disagi dell’infanzia ma anche le diverse possibilità di gestirli. In questi due anni e poco più ho acquisito un bagaglio culturale e una strumentazione mirata al bambino che mi hanno fatto sentire più preparata, più sicura. E la verifica del livello di preparazione che avevo raggiunto ho potuto farla con il tirocinio”.

Dove l’hai svolto?

“Volevo fortemente conoscere la realtà di una casa famiglia per minori e, grazie alla ricerca territoriale, ho trovato ‘Arcobaleno’, nella mia città, dove sono stata ben accolta. Sin dall’inizio è stata un’esperienza bellissima anche se dolorosa per certi aspetti. Vivendo fianco a fianco con piccoli provenienti da famiglie disagiate e ragazze madri, si vengono infatti a conoscere delle storie difficili da immaginare, su uno sfondo di grande sofferenza… Mi sono impegnata tantissimo e le soddisfazioni non mi sono mancate: è stato splendido essere accettata come una di loro e provare il piacere dei contatti sempre più stretti, i “ti voglio bene”, i baci della buonanotte, i piccoli gesti che ti fanno capire grandi cose. Il tirocinio è durato quattro magnifici mesi e, alla fine, quando con dispiacere pensavo di dover andare via e già mi ripromettevo di continuare comunque a frequentare i bambini ai quali mi ero molto affezionata, ecco che è arrivata la sorpresa che non mi aspettavo: la coordinatrice mi ha chiesto di rimanere con un contratto di apprendistato triennale. Ho deciso subito, ho lasciato il lavoro di commessa e mi sono lanciata nella nuova avventura. Ed è così che da qualche settimana, a seconda del turno che mi spetta, sto con i bimbi, giochiamo assieme, leggo loro le storie quando vanno a letto, li aiuto nello svolgimento dei compiti. È bellissimo pensare che questa sarà la mia vita da ora in avanti, sono profondamente soddisfatta di aver raggiunto il mio obiettivo!”.