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Intervista a Giulia Baricchio

Mother and baby in kitchen eating fruit and vegetables

Giulia Baricchio, di Castelminio di Resana (TV), lavora da un anno e mezzo alla scuola materna “Monumento ai Caduti” in provincia di Treviso. Mentre studia per diventare a tutti gli effetti Assistente all’infanzia, mette in pratica quel che impara sui libri e, ogni giorno, cresce insieme ai suoi bambini. Giulia, oggi, ci parla del suo presente e dei suoi sogni per il futuro.

Ciao Giulia, perché hai scelto il corso dell’Istituto Cortivo?
In questo momento, mentre frequento il corso, lavoro in una scuola dell’infanzia parrocchiale con le competenze acquisite dal liceo psicopedagogico. Ho scelto di specializzarmi in Assistenza all’infanzia per accrescere la mia professionalità, anche sul lato pratico. Fino ad ora, sono molto soddisfatta della scelta: i docenti sono molto disponibili, segnalano velocemente le lacune e sono sempre pronti a fornire consulenze individuali. Alcune materie non le conoscevo e sento che mi stanno arricchendo molto.

Come mai vuoi diventare proprio Assistente all’infanzia?
Ho scelto quest’ambito dopo aver fatto alcune esperienze di doposcuola e di animazione. Ho scoperto che dai bambini si può imparare tanto e mi sono innamorata del loro entusiasmo per le scoperte di ogni giorno. Grazie a loro, la mattina mi sveglio felice, non mi pesa andare al lavoro e quando torno a casa mi sento arricchita.

«Per i bambini, le piccole cose meritano grandi attenzioni»

Raccontaci la tua giornata tipo
Mi alzo presto, faccio una buona colazione per avere le energie giuste e vado a scuola. La mia giornata lavorativa è di 7 ore e la passo con i bambini di 2 anni. Mi occupo dell’accoglienza, delle merende a metà mattinata e a metà pomeriggio, dei pranzi, dei riposini e di qualche gioco. La sera, quando torno a casa, studio.

Che cosa serve, secondo te, per fare questo lavoro?
Bisogna amare i bambini, sentirsi creativi, avere fantasia. Ma soprattutto, bisogna avere la sensibilità giusta per capire come comunicare con i più piccoli. Non bisogna invece avere paura di buttarsi o di esporsi troppo, l’interazione è fondamentale, sia con i bambini sia con i colleghi.

«Lavorare con i bambini significa entrare ogni giorno in un mondo magico nel quale tutto è possibile»

Che cosa diresti alla te stessa di 5 anni fa?
Per ironia della sorte, cinque anni fa mi ero ripromessa che non avrei mai lavorato con i bambini. Mi sottovalutavo molto. Se potessi tornare indietro, mi incoraggerei di più.

Che cosa ami di più del tuo lavoro?
La dinamicità e la possibilità di inventare sempre cose nuove da fare. È stimolante e mi fa sentire viva. Non cambierei nulla del mio attuale lavoro, sono stata accolta benissimo e posso davvero dire di essere felice, di sentirmi realizzata.