INTERVISTA A GIOVANNA SFERRUZZA

"Mi era sempre piaciuto dedicarmi ad attività di volontariato in favore dei bambini – spiega Giovanna Sferruzza di Castelfranco di Sotto in provincia di Pisa – e anche se avevo deciso di diplomarmi come operatore turistico, titolo che nulla aveva a che fare con il lavoro di assistenza, il mio percorso verso il sociale era comunque proseguito negli anni coinvolgendomi sempre più, non solo personalmente, ma anche professionalmente. Ad un certo punto ho sentito che era venuto il momento di fare sul serio, di dare uno sbocco più strutturato alla mia vita lavorativa. Ho visto su alcune riviste la pubblicità dell’Istituto Cortivo, mi sono messa in contatto e mi sono iscritta per tre specializzazioni; poi, in realtà, ne ho portato a termine una sola, quella per l’infanzia ".

Come ti sei trovata negli studi?

"Perfettamente a mio agio, sono andata quasi ogni sabato a seguire le lezioni presso la sede didattica e lì ho conosciuto docenti preparati e disponibili, collaborativi e sempre pronti ad aiutarmi. Molto utile mi è stata anche la ricerca territoriale che ho fatto per trovare il posto giusto dove fare il tirocinio, soprattutto perché mi sono resa conto di quante realtà sociali operano nella zona in cui vivo. Fra le tante, ho deciso di accettare la proposta di un asilo nido che mi aveva favorevolmente colpito e ho visto giusto: era una situazione davvero bella, con un grande spirito di gruppo fra gli operatori. Ho imparato molto su come si accudiscono bimbetti dai sei ai trentasei mesi, è stata una full immersion di gioia, stimoli e soddisfazioni".

E una volta ottenuto l’attestato, cosa hai fatto?

"Sono stata richiamata presso lo stesso asilo per sostituire una collega andata in maternità. Poi ho lavorato in un altro asilo e in un altro ancora con una borsa di studio di sei mesi concessami dalla Provincia di Pisa e dalla Regione Toscana. Adesso è da un mese che lavoro in due asili, un po’ di qua e un po’ di là, gestiti dalla Cooperativa Arca di Firenze. Faccio l’addetta all’infanzia per 35 ore settimanali con un contratto a tempo determinato che scadrà il prossimo luglio. Diciamo che sto accumulando esperienze in attesa di trovare una collocazione più stabile".

Oltre a sperare in un posto fisso, hai altri progetti in mente?

"Mi piacerebbe soprattutto continuare a studiare, formarmi sempre più e sempre meglio per poter garantire il massimo ai bambini. Sto facendo pratica, ma amerei approfondire ancora di più la teoria. Se poi vogliamo parlare di sogni, allora devo dire che sarei davvero felice se riuscissi ad aprire una struttura per conto mio: ho letto su Incontri, la rivista dell’Istituto Cortivo, dei Corsi di Impresa Sociale e del progetto Baby Planet. Ecco, quando mi sentirò più pronta al grande passo, penso che verrò a Padova per dare maggiore concretezza a quella che per il momento è solo una mia grande aspirazione".