INTERVISTA A FRANCESCA FINO

Non le piaceva fare la ragioniera e così, dopo cinque anni trascorsi in ufficio, Francesca Fino di Manta (CN) ha deciso di dare una svolta alla propria vita e di iscriversi all’Istituto Cortivo. Attualmente Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia e Operatore Multiculturale

Ho scelto l’Istituto Cortivo perché mi dava la possibilità di studiare e lavorare insieme, cosa che invece non avrei potuto fare scegliendo l’Università. Trovo che la formula didattica dell’Istituto Cortivo sia davvero valida per chi decide di formarsi come operatore per il sociale: è comoda e garantisce un’ottima preparazione teorica. Il momento più importante dell’iter formativo è stato comunque il tirocinio che, fra l’altro, mi ha aperto le porte del nuovo lavoro come Operatore Socio Assistenziale.

Da chi sei stata assunta?

Da una Cooperativa Sociale di Saluzzo. Lavoravo part-time in più situazioni: affiancavo un’insegnante di sostegno in una scuola, seguivo un bambino disabile alla materna e una ragazza autistica di 14 anni nelle attività scolastiche e motorie.

Hai un buon ricordo di quell’esperienza?

Di più. È stato il periodo sinora più gratificante dal punto di vista professionale, soprattutto con la ragazza autistica. Anche perché ho potuto verificare notevoli progressi nella nostra relazione. Ne sono orgogliosa: altri operatori avevano lasciato perdere perché la ragazza aveva spesso delle crisi durante le quali diventava aggressiva. Pian piano ho imparato a conoscerla, a prevenire la sua aggressività e a instaurare con lei un buon rapporto. Quando me ne sono andata le crisi erano molto diminuite.

Cosa hai fatto quando ti sei trovata per la prima volta di fronte a una crisi della ragazza?

Me lo ricordo bene: sono scappati tutti e io mi sono trovata da sola di fronte a lei che cercava di graffiarmi. Ho incredibilmente mantenuto la calma… le ho preso le mani e l’ho contenuta parlandole dolcemente. Il tono rassicurante della mia voce l’ha calmata. Non avrei mai pensato di saper mantenere in quel modo il sangue freddo! Comunque, grazie a quell’esperienza, ho capito che questo lavoro mi piace veramente e che possiedo anche le qualità per poterlo svolgere bene.

Poi, nel luglio del 2007 sei stata assunta dalla Cooperativa Sociale Azzurra…

Sì. Ho scelto di cambiare perché con l’Azzurra il contratto era a tempo pieno. Attualmente seguo varie attività presso la struttura per minori In Volo che comprende un centro diurno con il doposcuola, un baby parking e alcuni appartamenti per mamme in difficoltà. Alcune di queste madri non sono genitorialmente autosufficienti e il nostro compito è far seguire loro un percorso che le aiuti a prendersi cura dei figli. Ci sono anche donne straniere, giunte al centro a causa dei maltrattamenti subiti da mariti violenti. Hanno soprattutto bisogno di un aiuto psicologico e di una base di partenza per ricostruirsi una nuova vita. Stare con loro è stimolante, soprattutto per me che amo confrontarmi con culture diverse e che proprio per questo ho deciso di acquisire anche una formazione nell’ambito della multiculturalità.

Vorresti cambiare ancora?

Beh, sì. mi piacerebbe lavorare con i bambini piccoli, magari in un baby parking tutto mio…