INTERVISTA A FRANCESCA BENINCASA

"Avevo appena concluso gli studi in ragioneria – spiega Francesca Benincasa di Gaggiano in provincia di Milano – quando un’esperienza come volontaria in una colonia estiva, durante la quale ebbi soprattutto modo di seguire un bambino autistico, mi fece scoprire la grande passione che sino a quel frangente non sapevo di avere dentro di me: lavorare con i bambini e gli adolescenti. Da un momento all’altro avevo capito che era ciò che volevo fare più di ogni altra cosa e mi organizzai di conseguenza".

In che senso?

"Mi iscrissi all’Università, Scienze dell’Educazione, e lì, per tre anni, diedi il meglio di me stessa, con buoni risultati. Ma poi, come capita spesso, per motivi personali ho dovuto purtroppo lasciare tutto sul più bello. A questa delusione è seguito un periodo di attesa, durante il quale ho fatto vari e diversi lavori, ma sempre con poca soddisfazione… mi mancava quel sogno e il desiderio di stare con i bambini, di aiutarli e accudirli, cresceva giorno dopo giorno".

E così?

"Così è venuto il momento in cui ho deciso di riprendere la mia vita in mano. Avevo già sentito parlare dell’Istituto Cortivo da mia cognata che l’aveva frequentato in Calabria e avevo visto la pubblicità sulle riviste. Mi sono messa in contatto, ho verificato che potevo concludere il corso in tempi brevi e soprattutto che era previsto un lungo periodo di tirocinio, cosa alla quale tenevo moltissimo, e mi sono iscritta per la specializzazione infanzia".

Come sono andati gli studi?

"Benissimo, varie materie le avevo già apprese all’Università, per cui si trattava di semplici ripassi, e le altre erano molto interessanti. Fatto sta che nel giro di un anno e mezzo avevo già concluso tutto, compresi il tirocinio, che avevo svolto a tappe forzate e a tempo pieno, e la relazione finale. Ho concluso l’esperienza di tirocinio il 17 gennaio 2009 e il 19, due giorni dopo, lavoravo presso la stessa struttura".

Come?

"Sì, durante il tirocinio, che avevo affrontato piena di tantissime paure essendo la prima volta che mi misuravo davvero in un lavoro in una comunità educativa per minori, avevo avuto la splendida sorpresa di trovarmi straordinariamente a mio agio, con i ragazzi e con i colleghi. All’esordio pensavo di non essere accettata, di sentirmi un’intrusa, e invece ho trovato accoglienza e simpatia da parte degli utenti e degli altri operatori, sempre pronti a consigliarmi e aiutarmi: sono stati tre mesi estremamente impegnativi, ma sono volati via, non potevo desiderare niente di meglio. Evidentemente questo ottimo feeling è stato reciproco, al punto che quando sarei dovuta andare via, mi hanno chiesto di restare. All’inizio lavoravo come jolly, riordinavo, aiutavo a fare i compiti, accompagnavo le uscite. Poi, mano a mano, i miei compiti si sono fatti più specifici".

Di che struttura si tratta?

"Accoglie bambini e ragazzi, maschi e femmine dagli 8 ai 17 anni, tutti provenienti da famiglie disagiate. Ma la cosa più bella è l’atmosfera, intrisa di passione, umanità e professionalità. Qui per me ogni giorno è una scoperta, attraverso i ragazzi conosco realtà che non immaginavo, attraverso i colleghi più esperti, ma anche gli psicologi e gli assistenti sociali, imparo sempre qualcosa di nuovo, mi sento in continua formazione, in costante miglioramento. Non avrei mai pensato di arrivare a questo livello. Non chiedo altro che continuare così, alla fine della giornata non sento la stanchezza, sono piena di volontà ed entusiasmo".

 E tutto è iniziato dall’Istituto Cortivo…

"In effetti devo molto all’Istituto Cortivo. Non sono mai stata a Padova perché gli impegni non me lo consentono, ma ricevo regolarmente Incontri, un giornale che leggo sempre con attenzione: è il cordone ombelicale che mi tiene legata al mondo dell’Istituto sempre pieno di novità, di iniziative, di informazioni utili…".