INTERVISTA A FLORINDA MASSARO

Ogni cosa al momento giusto. Un antico modo di dire che contiene una sua verità, come testimonia l’esperienza di Florinda Massaro, giovane biologa convertita al sociale. Da poco iscritta al corso di Operatore Socio Assistenziale per l’Infanzia dell’Istituto Cortivo, ha lavorato sino a fine settembre presso una USL torinese, dove quattro anni fa fu assunta con un contratto a termine.

"Me lo avrebbero rinnovato, ma la cosa è capitata in concomitanza con la scelta di seguire il mio fidanzato a Rimini, città in cui lavora. Ogni cosa è accaduta contemporaneamente, ma, di fatto, tutto è stato la conseguenza di scelte che ho meditato a lungo dentro di me".

Decisioni partite da lontano…

"Se ripercorro la mia storia i segnali ci sono tutti. Quando terminai il liceo mi sarei volentieri iscritta a Scienze dell’Educazione, la mia prima opzione, quella del cuore. Poi ci fu qualcosa che mi trattenne: m’informai e capii che quel percorso di studi non avrebbe risposto come volevo a domande che sorgevano dal profondo, ma che in me erano ancora nebulose… Non ero evidentemente ancora matura per un passo di quel genere. Allora seguii l’opzione della ragione, Biologia, una materia che comunque mi appassionava e che mi avrebbe consentito di svolgere una professione meno impegnativa dal punto di vista relazionale".

E poi cosa è successo?

"Sebbene fossi contenta del mio lavoro, qualcosa mi diceva che dovevo ridare ascolto alle motivazioni del cuore… È stato il momento in cui ho incontrato una persona che mi ha avvicinato al mondo del volontariato. Inizialmente mi sono occupata di animali e in seguito, quando mi sono sentita pronta, ho iniziato a fare la volontaria presso una mensa per i poveri organizzata dal Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione di Torino: tutte le domeniche mi alzavo prima delle sette e lavoravo in mensa sino alle tre del pomeriggio. Ho inoltre svolto volontariato per l’associazione filantropica Malati e Poveri, che si occupa della distribuzione di pacchi alimentari a persone inviate dai Servizi Sociali, un servizio per il quale mi è stato riconosciuto un piccolo rimborso spese. Nel frattempo avevo iniziato anche un percorso spirituale tutto mio, che mi ha vista sperimentare l’approccio Reiki e confrontarmi con i frati cappuccini, ai quali sono molto grata per gli innumerevoli spunti di riflessione di cui mi hanno fatto dono".

E l’incontro con l’Istituto Cortivo?

"Singolare anche quello: avevo risposto a una mail pubblicitaria chiedendo di essere contattata. Aspettavo con ansia quel contatto, ma, chissà perché, è giunto solo dopo due mesi, agli inizi di settembre. Anzi, oggi so perché: se mi avessero contattato a luglio mi avrebbero trovato forse ancora titubante e incapace di una scelta determinata, e invece…".

Com’è andata?

"Tutto è giunto nel momento in cui avevo già scelto di non accettare il rinnovo del contratto come biologa. Ho approfittato della coincidenza e mi sono iscritta all’Istituto Cortivo. La consapevolezza di aver fatto la scelta giusta è arrivata con il Seminario tenuto da Attilio Piazza a Monteortone, in un contesto quasi mistico… Quando sono arrivata mi sono subito sentita a casa: ho incontrato persone di grande spessore umano, con cui ho trovato la più ampia condivisione di valori etici e morali. Mi hanno colpito profondamente i titolari dell’Istituto Cortivo, Paolo e Susanna, persone semplici, accoglienti, che credono fortemente in ciò che propongono e fanno. E poi Attilio Piazza e la sua compagna Monica, che ci hanno guidato durante il Seminario lungo un percorso di verità e autenticità perfettamente coerente con il mio cammino evolutivo. Non solo: è stata anche l’occasione per conoscere persone che vivono e lavorano a Rimini, un ‘gruppo di umanità’ che è già diventato per me un significativo punto di riferimento".

Ti sento molto entusiasta…

"Sento che è il ‘mio momento’: sto cambiando vita, lavoro, relazioni e mi sento pronta per farlo".

Progetti particolari?

"Io e il mio fidanzato stiamo pensando a un periodo di volontariato in Africa. Sarà l’occasione per verificarci ulteriormente. Non so come reagirei di fronte all’esperienza del dolore e del disagio altrui, probabilmente dovrei fare i conti con sentimenti ed emozioni che ancora non conosco. Sarà un’altra prova per testare il mio bisogno di essere accanto agli altri, autenticamente".