INTERVISTA A FLORA PRISCO

Sin da piccola sentivo un forte legame con i bambini – racconta Flora Prisco di Napoli – ma prima la formazione scolastica in un liceo linguistico e poi l’impiego che avevo trovato in un’azienda di abbigliamento mi avevano portato lontana dalla realtà dell’infanzia. Quando però ho avuto di nuovo l’occasione di stare vicino a una bambina, immediatamente si è risvegliato in me, più prepotente che mai, quel sentimento che per anni avevo messo da parte.

Come è successo?

Dovete sapere che dalle mie parti vive una grossa comunità cinese, ed è stata proprio una donna cinese a chiedermi di tenerle per un po’ di tempo la sua bambina. È stata per me una prova difficilissima, la piccola continuava a piangere e a chiedere di sua madre, ma è stata anche una rivelazione su un mondo che, pur vedendolo attorno a me tutti i giorni, non conoscevo nella sua difficile realtà. Parlando con questa donna ho scoperto infatti che le famiglie cinesi che vivono da noi non tengono i bambini con sé, ma per essere libere di spostarsi a seconda delle opportunità di impiego che trovano e di lavorare ai ritmi pazzeschi imposti dai datori di lavoro, li affidano a famiglie italiane in cambio di un compenso in denaro. Per i bambini è una vera tragedia: lasciati soli in casa di estranei che li accudiscono per il minimo necessario, crescono come trovatelli, senza punti di riferimento affettivi ed educativi, piccoli cinesi inseriti in famiglie italiane che vedono in loro solo un’opportunità per aumentare le entrate mensili. Non potevo tollerare questa situazione senza tentare di fare qualcosa ed è stato così che insieme alle mie sorelle Emanuela, ragioniera attualmente impiegata in uno studio di consulenza fiscale, e Lisa, diplomata all’Istituto Magistrale, abbiamo deciso di aprire una struttura dedicata a questi piccoli disagiati.

E siete partite dall’Istituto Cortivo…

Sì, mi sono iscritta assieme a Emanuela nell’aprile del 2009. Sto preparando degli esami e da settembre vorrei cominciare a darli. Il primo contatto con l’Istituto Cortivo è stato molto positivo, ho frequentato le lezioni presso il Centro Didattico e ho trovato docenti seri e preparati, sempre pronti a soddisfare ogni domanda e ogni curiosità. Soprattutto sono venuta con mia sorella a Padova per seguire il corso di Impresa Sociale ed è stata una bellissima esperienza.

In che senso?

Bello il posto, belle le persone molto accoglienti e dirette, belle le lezioni tenute da esperti qualificati. Prima di partecipare al corso avevamo solo tanta voglia di fare del bene e tanta buona volontà, per il resto brancolavamo nel buio. Adesso invece abbiamo le idee molto più chiare sul cosa e sul come fare: sarà un percorso impegnativo ma avremo al nosto fianco l’esperienza e la disponibilità dell’Istituto Cortivo. È stato molto rasserenante sapere che non saremo sole e che se ci sarà una sola possibilità di realizzare il nostro sogno avremo gli strumenti per coglierla.

Che tipo di struttura vorreste aprire?

Contiamo molto sul fatto che le giovani famiglie cinesi tendono sempre più a comportarsi come le nostre, ovvero a lasciare i loro figli in asilo durante il giorno e riprenderseli la sera. Purtroppo per i bambini che vengono praticamente abbandonati nelle mani di estranei non possiamo al momento far nulla. Ma per gli altri vorremmo costruire un mondo a loro misura, dove possano sentirsi quello che sono: cinesi in Italia e non italiani ‘diversi’. Vorremmo anche insegnargli le basi della loro lingua e della loro cultura in modo che poi, quando crescono e magari decidono di tornare nel loro Paese, non si sentano di nuovo come pesci fuor d’acqua. Questo metodo educativo gli sarà comunque utile anche se dovessero continuare a stare qui da noi: grazie all’acquisizione di un’identità più precisa il percorso di integrazione sarebbe senz’altro più facile e completo.