INTERVISTA A FABIO FIORONI

Laureato in giurisprudenza nel 1991, Fabio Fioroni di Perugia, dopo aver ottenuto nel 2010 l’attestato OSA per l’infanzia con l’Istituto Cortivo, lavora presso la Comunità Residenziale La Casa di Pollicino per conto della Cooperativa Sociale Nuova Dimensione. Il passaggio da una professione fra le più ambite a un’attività in favore dei bambini disagiati ci ha sorpreso al punto da voler chiedere direttamente a lui com’è andata: queste sono le sue risposte…

"Dopo la laurea ho lavorato per nove anni nell’ufficio legale di un’impresa edile. Avevo anche fatto carriera, ero diventato un quadro, ma, ad un certo punto, l’azienda è entrata in una crisi sempre più profonda sino alla definitiva chiusura. Poi, nel 2002, ho sostenuto con successo l’esame per poter praticare la libera professione di avvocato, ma non mi sono mai iscritto all’Ordine: fornivo consulenze professionali e ho fatto esperienze anche in campo finanziario. Nel 2007 sono stato assunto nell’ufficio gare di un’altra impresa. È stata un’esperienza veramente poco gratificante, rapporti umani inesistenti che ho deciso di troncare pochi mesi dopo. Nel frattempo, ero diventato padre di una bambina e pian piano mi ero accorto di saper stare molto bene non solo con lei, ma anche con i suoi amichetti: il rapporto con i bambini mi riusciva facile e mi piaceva molto, sapevo sempre renderlo positivo e giocoso. Ed è stato così che, visto che dalla professione di avvocato mi arrivavano ben scarse soddisfazioni, sono andato su internet, ho cercato una soluzione e l’ho trovata con l’Istituto Cortivo: mi dava modo di continuare part-time l’attività di consulenza legale che continuo a svolgere tuttora e, allo stesso tempo, mi dava un’opportunità per professionalizzarmi in un altro campo che sentivo più adatto alla mia indole: l’infanzia".

Come sono andati gli studi?

"Bene, materie nuove e interessanti, bravi insegnanti e un tirocinio fantastico. Ho iniziato lo stage nell’ottobre del 2009: quando entrai alla Casa di Pollicino di Marsciano, con tanti bambini dai 6 mesi agli undici anni e, in un edificio annesso, madri con i loro figli, mi sentii in forte difficoltà, con gli ospiti e con gli altri operatori. La prima settimana fu durissima, ma poi i mesi sono volati e, quando a gennaio 2010 il tirocinio finì, fui veramente dispiaciuto di andare via. La responsabile, però, capì la mia situazione e la mia voglia di restare con loro. Mi disse che saremmo rimasti in contatto e, a marzo, mi chiamò proponendomi l’assunzione a tempo determinato sino a settembre 2011".

Come si trova?

"Lavoro come assistente educatore, il che vuol dire che non seguo casi particolari, ma per il resto svolgo tutte le attività, ludiche e assistenziali. Per me è una specie di vita parallela: faccio il babbo di tanti minori con disagio, ai quali è stata sospesa la patria potestà e che sono in attesa di un affido, di un’adozione o del ritorno in famiglia. È un’attività che dà molto, ma prende altrettanto, dal punto di vista fisico e, soprattutto, da quello psicologico. S’immagini che abbiamo una psicologa incaricata di dare supporto ai membri dell’équipe quando, per il troppo stress, rischiano di cadere nel burn-out".

Che programmi ha per il futuro?

"Intanto spero che il mio contratto venga rinnovato alla scadenza. Per un domani più lontano, invece, il mio sogno sarebbe di aprire una struttura per l’infanzia. So che l’Istituto Cortivo organizza corsi di impresa sociale e, senza dubbio, se un giorno il mio desiderio dovesse diventare qualcosa di più concreto, il primo passo lo farei a partire da lì".