INTERVISTA A EMANUELA LA TORRE

Ho sempre sentito la spinta e la motivazione a lavorare nel sociale. A sedici anni, quando avevo appena iniziato a frequentare le scuole magistrali, nel tempo libero mi dedicavo ad attività di volontariato in un istituto per minori. Poi, quando ho finito le scuole superiori, mi sono trovata davanti a un bivio e ho scelto ancora una volta per il sociale.

A raccontarci la sua storia questa volta è Emanuela La Torre, ventott’anni, residente in provincia di Caserta. Qual è stato il bivio davanti al quale si è trovata? Facciamocelo raccontare da lei…

Mi sono diplomata nel 1999 e, sino al 2001, per due anni ho lavorato come precaria nelle scuole materne. Ma non era la cosa giusta per me. Si trattava di incarichi brevi e sempre in posti diversi. Non facevo in tempo a conoscere una situazione, ad affezionarmi a qualche bambino, che dovevo già andare via e ricominciare daccapo in un’altra scuola. Forse dovevo avere pazienza, insistere, aspettare, ma invece ho deciso altrimenti.

E cosa hai fatto?

Due cose. Ho trovato lavoro presso la Cooperativa La Sessana in un paese a dieci chilometri da dove abito e mi sono iscritta all’Istituto Cortivo per specializzarmi come OSA per l’infanzia. E oggi sono proprio soddisfatta di entrambe le scelte. Da poco ho conseguito l’attestato Cortivo e, per quanto riguarda la Cooperativa, dopo aver lavorato per qualche anno come coordinatrice di una Casa Famiglia, dal 2006 sono stata promossa e collocata a seguire anche dal punto di vista amministrativo uno sportello situato all’interno del Comune dove, assieme a un’assistente sociale, accolgo e fornisco informazioni a tutti coloro che possono rientrare nel progetto 382/2000, un Piano di Zona sostenuto dallo stesso Comune e dalla Provincia.

In cosa consiste il progetto 382?

Si tratta di un progetto regionale, un’importante iniziativa rivolta ad assicurare non solo assistenza domiciliare ad anziani e disabili ma anche la disponibilità di un centro di aggregazione per minori disagiati d’età compresa fra i 6 e i 16 anni. In prospettiva c’è l’intenzione di estendere il servizio anche ai bambini da 0 a 6 anni, ma per il momento sono esclusi. Nel centro, oltre al doposcuola, si organizzano varie attività, giochi, laboratori, e anche iniziative esterne, gite e sport. I frequentanti sono sempre di più, grazie anche alla propaganda che facciamo nelle scuole, ed è veramente un bene che tanti bambini e ragazzi siano tolti dalla strada per fare altre cose certamente più costruttive per il loro futuro.

E nel tuo futuro cosa vedi?

Sinceramente sono molto contenta della vita che faccio. Posso aiutare gli altri. Attraverso lo sportello favorisco l’assistenza agli anziani e ai disabili e faccio opera di prevenzione evitando che tanti minori passino i loro pomeriggi in luoghi in cui il brutto incontro è sempre possibile. Credo davvero che non potrei desiderare di più.