INTERVISTA A ELZBIETA GRYGORUK

"Sono passati circa vent’anni da quando, studente universitaria di economia e commercio, facoltà che non mi è mai piaciuta ma che frequentavo per accontentare i miei, ho iniziato a seguire anche un corso di lingue straniere per imparare l’italiano. Il programma prevedeva per i due migliori studenti un viaggio premio in Italia ed è stato così che io, Elzbieta Grygoruk, ho avuto l’occasione di partire dalla Polonia per sbarcare a Mugnano di Napoli. Era il luglio del 1993 e avrei dovuto rimanere per quindici giorni".

Invece?

"Sono ancora qui, a Pozzuoli. È successo infatti che appena arrivata ho conosciuto una ragazza che aveva bisogno di me per un lavoro di interpretariato che sarebbe durato circa un mese. Ho accettato e, poche sere dopo, a cena con degli amici, ho conosciuto quello che sarebbe diventato mio marito. Per legge, una volta sposata, avrei dovuto attendere cinque anni per ottenere la cittadinanza italiana ma, fra intoppi burocratici e problemi vari, sono riuscita a conseguirla solo dieci anni dopo".

Quindi adesso sei italiana a tutti gli effetti…

"Sì, quando ho avuto la cittadinanza avrei anche potuto cambiare il mio nome in uno più accessibile per l’orecchio italiano, ma ho deciso che avrei mantenuto almeno nei documenti il mio nome, Elzbieta, anche se tutti mi chiamano Lisa o Elisabetta. Qualche tempo dopo aver ottenuto lo status di cittadina italiana, ho anche cominciato a guardarmi in giro per trovare un’occupazione, ma ho capito ben presto che senza un attestato di studi non avrei potuto trovare nulla, tanto meno nel settore che più degli altri mi attraeva: l’assistenza all’infanzia".

E cosa hai fatto?

"Avevo quarant’anni e se volevo combinare qualcosa dovevo sbrigarmi. Ho considerato varie possibilità, ma quella che più mi ha convinto è stata la proposta dell’Istituto Cortivo. Ho sostenuto il colloquio con l’informatore e mi sono iscritta per tre specializzazioni, infanzia, multiculturalità e amministratore di sostegno. Le prime due le ho finite lo scorso anno, in ritardo perché nel frattempo ho dovuto assistere i miei suoceri entrambi caduti gravemente ammalati e poi deceduti, e la terza non so quando potrò portarla a termine, fra famiglia e lavoro gli impegni sono tanti…".

Stai lavorando?

"Sì, con i bambini. Ma adesso vi racconto come è andata. Dopo aver concluso gli esami, che mano a mano sono riuscita a dare con sempre maggiore facilità (agli inizi mi riusciva difficile comprendere i testi in italiano, mi ricorderò sempre la fatica del primo esame di storia, studiavo con il vocabolario accanto), ho iniziato il tirocinio nella Scuola Paritaria dell’Infanzia De Santis. Mi è piaciuto tantissimo quel periodo, anche perché mi ha confermato che la mia aspirazione professionale corrispondeva perfettamente con le mie capacità personali. Alla fine di giugno 2011, quando ho concluso il tirocinio, i dirigenti mi hanno detto che da loro non c’erano possibilità di occupazione, ma che avrei potuto rivolgermi alla Scuola Materna e Asilo Nido Le Coccole di Giuliano in Campania. Distava solo cinque minuti d’auto da casa mia e ci sono andata. Il colloquio è andato bene e, già da settembre, sono stata assunta con contratto part time".

Come ti trovi?

"Benissimo, seguo piccoli da 0 a 16 mesi con i quali metto a frutto tutto ciò che ho appreso nel corso di studi: li aiuto a mangiare la pappa, gioco con loro…mi piace tanto".

Hai qualche ulteriore speranza per il futuro?

"Per il momento va bene così. Sto facendo esperienza e questo mi basta, ma in fondo al cuore avrei il desiderio di aprire prima o poi un nido mio. Nella zona in cui vivo ce ne sono pochi in confronto al bisogno che i genitori hanno di posti sicuri e ben organizzati dove lasciare i propri figli mentre sono al lavoro. Penso che potrei lavorare bene, vedremo, se sono arrivata sin qua posso sperare anche in questo sogno …".