INTERVISTA A ELVIRA VERUARI

In Italia dal 2002, Elvira Veruari ha conseguito in Albania un diploma di istituto magistrale e una laurea nel campo della formazione. Ha lavorato nel suo paese per 12 anni come insegnante di scuola elementare. Sposata, con due figli, educatrice in una scuola materna parrocchiale di Milano, Elvira sta terminando il suo percorso di formazione presso l’Istituto Cortivo.

Mi manca solo la presentazione della relazione finale e poi sarò a tutti gli effetti un Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia. Un titolo per me molto importante perché mi permette di svolgere ufficialmente in Italia il mio lavoro di operatrice.

Come hai incontrato l’Istituto Cortivo?

Quando sono arrivata in Italia, a Pesaro, la prima cosa che ho fatto è stata quella di iscrivermi a un corso di italiano, fondamentale per integrarmi e per poter cercare un lavoro. Nonostante la presenza dei miei figli e di mio marito mi mancavano tantissimo i bambini, il mondo della scuola… Insomma, la mia identità professionale. Purtroppo la mia laurea non era valida nel vostro paese e così ho cercato delle alternative. Navigando su internet ho trovato il sito dell’Istituto Cortivo. Ho parlato con l’Informatore Didattico ma, dico la verità, quando mi sono iscritta non ero sicura di aver preso la decisione giusta.

E invece?

Invece è andata bene. Grazie agli studi con l’Istituto Cortivo ho potuto acquisire un linguaggio specifico, la terminologia giusta per poter esprimere le mie competenze, per poter parlare chiaramente con i genitori senza timore di essere fraintesa. Tra l’altro, oltre ad aver valorizzato la mia professionalità, il percorso formativo con l’Istituto Cortivo mi ha anche fornito i requisiti necessari per lavorare con i bambini più piccoli, in età prescolare.

Oggi lavori in una scuola materna parrocchiale…

Sì, ho iniziato facendo del volontariato. Poi mi sono state richieste delle collaborazioni per l’accompagnamento dei bambini a scuola e per l’assistenza in orari pre e post scolastici. Attualmente faccio l’educatrice con i bambini del nido. La nostra è un’utenza particolare: seguiamo bambini di tutte le fasce sociali, alcuni provenienti da situazioni familiari estremamente disagiate. Molti sono figli di immigrati, alcuni presentano le tipiche problematiche di chi è figlio di genitori divorziati e conflittuali.

Quanti bambini segui?

In tutto sono 24 e a seguirli siamo in tre educatrici. Lo spazio è molto bello: coloratissimo, con angoli riservati al gioco psicomotorio, al gioco simbolico, alla lettura dei libri, alle attività varie con il didò, i colori, ecc. Abbiamo anche la mensa e la sala per il riposino.

Da come ne parli si intuisce che sei entusiasta del tuo lavoro.

Mi riempie di soddisfazioni. Certo, ci sono anche i momenti più impegnativi, come quello dell’inserimento, quando si lavora sul distacco dalla figura materna. E poi ci sono i bambini cosiddetti difficili, con tratti autistici o iperattivi.

A proposito di autismo e iperattività: è stato l’argomento di un recente seminario a Villa Ottoboni. C’eri anche tu?

Non potevo mancare! I seminari dell’Istituto Cortivo rappresentano preziose occasioni formative e di aggiornamento. Ho lavorato sul libro delle emozioni e sto applicando quanto ho imparato. Devo davvero ringraziarvi per questa opportunità.

Raccontaci qualcosa di più: ci sono progetti educativi particolarmente interessanti a cui stai partecipando?

Come scuola materna e come parrocchia stiamo lavorando molto sulla relazione tra bambini e anziani. Abbiamo diverse persone della terza età che fanno volontariato all’interno della struttura. Ci piacerebbe organizzare attività più organiche: è bello far incontrare questi due mondi.

Cara Elvira, il tuo ci sembra un felice esempio di integrazione ben riuscita. È così?

Mio marito lavora come tecnico nell’industria degli elettrodomestici, i miei figli sono ottimi studenti e hanno molti amici, io faccio il lavoro che mi piace… Sì, mi trovo bene a Milano e sono ben inserita nel tessuto sociale del mio quartiere. Certo, ho nostalgia del mio paese ma ci torno in vacanza tutte le estati: è una splendida occasione per far conoscere ai nostri figli la terra dove sono nati.