INTERVISTA A ELEONORA GENEVOIS

È stato inaugurato un mese fa ed è già a quota tredici bimbi. Protagonista il micronido L’Isola Che Non C’è di Artena, in provincia di Roma. Il progetto, che porta il marchio Cortivo Baby Planet, è di Eleonora Genevois, allieva dell’Istituto Cortivo ma anche biologa presso un ospedale della zona.

Sì, faccio la biologa e stasera monto il turno di notte dopo un’intera giornata trascorsa in mezzo ai bambini. D’altra parte stiamo curando l’inserimento, momento cruciale per iniziare con il piede giusto.

Raccontaci, come ha avuto inizio questa impresa?

Diciamo che la molla è stata la maternità. La mia bimba è nata gravemente prematura e quindi sin da subito ha avuto bisogno di cure e particolari attenzioni. Vivendo in diretta il problema, ho cercato di formare un’associazione di volontariato per bambini con difficoltà ma ho trovato molti ostacoli. Poi, quando mia figlia è cresciuta, mi sono resa conto della grave carenza di servizi per l’infanzia e così mi è venuta l’idea di creare un micronido. Nulla di campato in aria, visto che potevo contare su una casa con ampio giardino di proprietà di mio marito, molto bella e perfetta per un’iniziativa del genere. Così ho fondato la Cooperativa Sociale L’Isola Che Non C’è.

E l’Istituto Cortivo che ruolo ha avuto in tutto questo?

A farmelo conoscere è stata la psicologa Piera Rita, coordinatrice del progetto, una persona validissima e molto preparata. Lei stessa è stata allieva dell’Istituto Cortivo e ne parlava molto bene. Così ho deciso di iscrivermi al corso per Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia e di partecipare a un seminario di Impresa Sociale.

Ti è stato utile?

Utilissimo. Anzitutto perché mi ha permesso di conoscere persone con cui condividere progetti e idealità e poi perché mi ha fornito le informazioni giuste per ottenere i permessi, pianificare il progetto e giungere con sicurezza all’apertura.

Il tuo micronido ha la targa Cortivo Baby Planet. Cosa significa per te?

La sicurezza di poter garantire alle famiglie un piano educativo all’altezza delle loro esigenze. La nostra struttura è a misura di bambino, flessibile negli orari, con attività pensate per crescere liberamente attraverso il gioco e la scoperta, in un ambiente sano, a contatto con educatrici affettuose e professionali.

Puoi descriverci L’Isola Che Non C’è?

È una struttura ampia, colorata, con spazi e materiali scelti per stimolare nei bimbi le capacità sensoriali, comunicative, motorie e relazionali. È suddivisa in isole: l’isola dell’Accoglienza, lo spazio Mammaserena riservato all’inserimento, gli isolotti Peter Pan per il gioco libero, La Bottega di Geppetto per il gioco creativo, L’Isola Verde immersa in un grande giardino con fantasiosi percorsi natura, l’isola Chiaro di Luna per la nanna, Il Cuoco Pasticcione in cucina, Vivalapappa nella sala da pranzo e l’Isola delle Sirene per l’igiene personale.

In quante siete?

Diciamo che il servizio è affidato alla coordinatrice Piera Rita, attualmente in maternità, all’educatrice Chiara, anch’essa ex allieva dell’Istituto Cortivo, e a Daniela, educatrice laureata in Scienze dell’Educazione. Poi c’è la cuoca che ha anche mansioni da ausiliaria. Io sono qui temporaneamente per dare una mano, ma il mio ruolo nella Cooperativa è un altro. La mia missione è portare a compimento nuovi progetti, analizzare i bisogni del territorio, cercare i finanziamenti, selezionare coordinatori e operatori capaci e affidabili…

Attualmente a quali progetti stai lavorando?

Le prossime tappe saranno l’attivazione della ludoteca e del servizio doposcuola. So che la regione Lazio ha stanziato dei finanziamenti al proposito e sto studiando le linee guida per vedere se abbiamo i requisiti per chiedere l’accreditamento. Sono inoltre in contatto con strutture che hanno in affidamento bambini e mamme in difficoltà. Abbiamo già soddisfatto la richiesta di una casa famiglia accogliendo uno dei bimbi suoi ospiti la cui madre lavora. Inoltre stiamo collaborando con una Scuola Materna che ci ha chiesto di poter usufruire del nostro spazio esterno per attività educative all’aperto. Certo fare progettazione è un percorso tutto in salita. In queste zone i comuni sono del tutto impreparati a creare sinergie con il privato sociale. Non solo non garantiscono nessun servizio alla prima infanzia ma, spesso, creano anche insopportabili intoppi burocratici rallentando di molto i tempi di attuazione. È il problema di un’amministrazione pubblica arretrata. La società evolve ma gli amministratori sembrano dormire…

Cosa ne pensi del nuovo portale www.cortivobabyplanet.it nato per promuovere in rete le strutture per l’infanzia garantite dal marchio Cortivo Baby Planet?

È un’ottima idea e non solo perché ci permette di dare maggiore visibilità ai nostri servizi ma anche perché facilita l’incontro e lo scambio fra realtà simili. Conoscerci, parlare dei nostri problemi, di come li risolviamo, è importantissimo per crescere. Stare insieme aiuta, l’ho capito durante il seminario di Impresa Sociale: incontrare le mie colleghe mi ha consentito di raccogliere spunti e scambiare progetti. Proprio in questi giorni, infatti, pensavo di telefonare a una mia collega del nord che gestisce un micronido Cortivo Baby Planet aperto anche a bambini con difficoltà. Un’esperienza che vorrei approfondire per migliorare ulteriormente i nostri servizi.