INTERVISTA A DANIELA FIORI

Mi chiamo Daniela Fiori e vivo a Gardolo in provincia di Trento. La mia storia è questa: quattro anni fa, ne avevo 26, ho perso il lavoro di commessa che stavo facendo in un negozio. Mi sono trovata in una situazione senza dubbio spiacevole, che però mi ha dato il tempo per ragionare e capire che era venuto il momento di fare una scelta e di investire seriamente sul mio futuro. Mi ero sempre sentita vicina alle tematiche del sociale, ma ero molto indecisa sul da farsi. Poi, un bel giorno, mi è giunta una telefonata dall’Istituto Cortivo che avevo contattato tempo prima per avere informazioni sui corsi per Operatore Socio Assistenziale. È stato per me come un segno del destino: avevo bisogno di un’indicazione ed eccola qui, su un piatto d’argento. Mi sono iscritta subito al corso per Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia e mi sono messa a studiare.

In quanto tempo hai concluso il corso?

Più di due anni, perché ho avuto qualche problema di inserimento per il tirocinio. Volevo farlo in una specifica struttura e ho perso un po’ di tempo ad aspettare che si creasse la possibilità di svolgerlo proprio lì. Devo dire che l’Istituto Cortivo mi è stato vicino anche in questa fase e mi ha aiutato a concretizzare il mio desiderio.

Dove volevi fare il tirocinio?

Presso il Centro Alisei. Si tratta di un centro diurno per bambini disagiati e non, aperto d’inverno e d’estate, gestito dalla Cooperativa Sociale Progetto 92. Sentivo che era la realtà giusta per me e, in effetti, è stato un periodo estremamente positivo, nel corso del quale mi sono inserita nell’organizzazione del lavoro talmente bene da portare i responsabili a chiedermi, quando lo scorso marzo ho concluso il tirocinio, di fermarmi con loro per una sostituzione.

E oggi sei ancora al Centro Alisei?

Sì, ho un contratto a tempo determinato, ma ho buone speranze di rinnovarlo. Da parte mia ho dato massima disponibilità a continuare, se non qui anche in un’altra delle strutture che la Cooperativa gestisce.

Come ti trovi?

Molto bene, mi occupo della sistemazione dell’alloggio, sto con i bambini, li accompagno nelle uscite, seguo le loro attività. Si va dalle dieci alle dodici presenze, diverse d’estate e d’inverno. Nella stagione invernale infatti accogliamo dall’ora di pranzo in poi ragazzi delle scuole medie provenienti da famiglie disagiate mentre d’estate apriamo alle sette e mezzo del mattino sino alle cinque del pomeriggio e teniamo anche bambini delle elementari senza particolari disagi ma le cui famiglie lavorano e non saprebbero a chi lasciarli.

Hai avuto delle esperienze un po’ speciali?

Durante il tirocinio ho seguito due casi che mi hanno molto coinvolta. Il primo era una bambina che mi si era molto attaccata, forse troppo, al punto che ho dovuto controllarmi nel rispondere alle sue richieste di affetto per non creare un rapporto troppo profondo che portasse a problemi nel momento del distacco. Il secondo invece era un bambino dal carattere difficile. I primi tempi mi rifiutava, pensavo di essergli antipatica. Poi, invece, ha preso fiducia ed è diventata una cosa molto bella. Quando ci siamo salutati mi ha detto: ti voglio bene, mi dispiace che vai via…

Insomma, l’Istituto Cortivo ti ha cambiato la vita…

È stato un punto di svolta. Prima avevo solo le idee, l’Istituto Cortivo mi ha dato gli strumenti e le occasioni. Adesso di tornare a fare la commessa non ci penso proprio. È bello sapere che quando fai qualcosa, anche le pulizie, lo fai per il bene di qualcuno. Ho trovato una strada lungo la quale posso mettere a frutto le mie doti innate e gli studi che ho fatto, e di certo non intendo lasciarla.