INTERVISTA A CONCETTA TOTARO

Dopo il diploma al liceo psicopedagogico – racconta Concetta Totaro di Aversa, in provincia di Napoli – ho passato un paio d’anni durante i quali non riuscivo a trovare una strada che fosse adatta a me. Mi ero iscritta alla facoltà di Giurisprudenza ma non mi sentivo a mio agio, le materie erano troppo diverse da quelle che conoscevo e mi sentivo poco motivata ad affrontare praticamente dal nulla argomenti complicati e piuttosto noiosi. Poi, per fortuna, parlando con delle amiche, è saltato fuori non solo il nome dell’Istituto Cortivo ma anche la sua serietà e la validità della preparazione che forniva a chi desiderava trovare un lavoro nel sociale. Così mi misi in contatto, ricevetti la visita dell’Informatore Didattico e decisi di iscrivermi al corso per Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia.

Da quanto tempo sei iscritta?

Da circa un anno e sono davvero molto soddisfatta. Ho ritrovato le materie che ho studiato al liceo e le sto approfondendo con grande piacere grazie ai testi dell’Istituto Cortivo, molto chiari e completi ma anche semplici da studiare. Infatti con una sola consulenza individuale in Sociologia sono già riuscita a dare cinque esami con buoni voti.

Come ti trovi nel tuo Centro Didattico di riferimento?

Il mio Centro Didattico è a Napoli, lo raggiungo facilmente con il treno e il bus e mi ci trovo benissimo. I docenti sono sempre vicini agli allievi e capiscono le loro esigenze. Qui davvero non ci si sente un numero come invece capita all’università…

Perché hai scelto la specializzazione infanzia?

Perché purtroppo ho conosciuto situazioni in cui i bambini soffrono, anche in famiglia. Vengono picchiati, repressi nelle loro espressioni infantili, considerati più che una bella cosa un disturbo da far tacere a tutti i costi. Da queste esperienze ho tratto la convinzione che è necessario fare di più per l’infanzia, per aiutarla a superare la paura degli adulti, per prepararla a vivere un’adolescenza più serena. Un altro elemento che ha rafforzato il mio interesse per l’infanzia è il fatto che mia suocera già da tempo lavora presso una struttura per bambini disagiati. Adesso vado sempre più di frequente a trovarla e collaboro alle varie attività. Mi piace tantissimo, sono molto motivata: grazie all’intreccio fra gli studi con l’Istituto Cortivo e le esperienze pratiche che sto accumulando, sento di aver finalmente capito qual è il mio destino: lavorare nel sociale, aiutare i piccoli in difficoltà.

Sei venuta a Padova per il seminario sui bambini autistici e iperattivi. Quali impressioni ne hai riportato?

È stata una grande emozione: nonostante avessi già visto le immagini di Villa Ottoboni sul sito dell’Istituto Cortivo, quando sono entrata ho sentito come un vuoto allo stomaco. Spazi immensi, sale bellissime, mi sembrava un sogno. Ma poi la realtà è stata anche meglio: una grande accoglienza, spiegazioni interessanti e poi i laboratori, divertenti e istruttivi. Io ho realizzato con elementi semplici un coloratissimo strumento musicale per attirare l’attenzione dei bambini. L’ho portato a casa con me e mia mamma, quando l’ha visto, è stata entusiasta e mi ha incoraggiato a continuare a frequentare i corsi dell’Istituto Cortivo. Perfetto, una piacevole uscita dal solito ambiente del paese e pure i genitori soddisfatti: cosa si può volere di più dalla vita?

Hai già qualche idea di cosa vorrai concretamente fare una volta concluso il corso?

Mah… è una scelta ancora lontana… però qualche confusa idea ce l’avrei. Potrei forse trovare impiego nella stessa struttura dove lavora mia suocera, oppure in una casa famiglia, ma la cosa che mi piacerebbe di più sarebbe aprire un asilo nido tutto mio. Vedremo, la volontà non mi manca, dipenderà tutto dalle occasioni che mi si presenteranno…