INTERVISTA A CLAUDIA GIANNETTO

Dopo la laurea in Lettere conseguita in Sicilia, Claudia Giannetto si è trasferita a Milano per specializzarsi alla Cattolica in Storia dell’Arte.

"Dopo la specializzazione – racconta – ho lavorato sino al 2004 nel settore storico-artistico, anche come guida nei musei per bambini. Poi mi sono sposata e ho avuto la mia prima figlia. Quando la bambina ha compiuto un anno ho voluto riprendere in mano i miei progetti e, avendo conosciuto come madre la realtà di un micronido appartenente al circuito Happy Child, ho pensato di poter intraprendere un percorso come imprenditrice nel mondo dell’infanzia".

Quale strada hai seguito?

"Ho fissato un appuntamento con un responsabile Happy Child e, aiutata dall’associazione per tutto ciò che concerneva le pratiche burocratiche e individuata una zona scoperta dal punto di vista dei servizi per l’infanzia, nel 2007 ho aperto in franchising il mio piccolo nido ArgentoVivo. Il quartiere è il Giambellino, nella zona 6 di Milano, un’area residenziale con famiglie di target medio-alto che preferiscono per i loro figli strutture più piccole e più familiari di quelle offerte da un nido comunale".

È stato facile?

"Mi piaceva l’idea di tentare la strada dell’imprenditoria. Nel mio nido ho inserito due educatrici e ho personalmente acquisito una formazione a norma HCCP che mi autorizza ad occuparmi della cucina. Inoltre ho acquisito un diploma di dirigente di comunità e l’attestato di Operatrice Socio Assistenziale per l’infanzia dell’Istituto Cortivo".

Con l’Istituto Cortivo hai terminato lo scorso febbraio. Cosa ci racconti di questa esperienza?

"Mi è stata molto utile perché mi ha consentito di acquisire importanti competenze a livello psicopedagogico. Un’ottima base di partenza per continuare a crescere e a professionalizzarmi. In futuro, infatti, ho intenzione di seguire un corso come Orientatore Familiare".

Raccontaci del tuo micronido: qual è il tuo ruolo?

"Personalmente mi occupo della gestione e del rapporto con i genitori. Il mio è un micronido che si basa sul concetto di educazione tempestiva. Offre approccio alla lingua inglese, attività psicomotoria condotta da un’educatrice che è anche psicomotricista, massaggio infantile e una cucina interna con menu stabilito dall’ASL di riferimento. Inoltre organizziamo percorsi formativi per genitori, un supporto educativo per meglio comprendere e gestire la relazione con i figli. Al momento seguiamo 14 bambini dai 4 ai 36 mesi, siamo aperti dalle sette alle diciotto, ma pensiamo di prolungare l’orario di mezzora. Durante il giorno, oltre alle attività strutturate, sono previste attività ludico-didattiche che cambiano quotidianamente. Ritengo però che il vero valore aggiunto della nostra struttura sia l’atmosfera calda e familiare, molto rassicurante per le mamme che qui trovano anche chi è capace di ascoltarle e sostenerle. Sono donne che lavorano e che spesso si sentono in colpa per il fatto di rimanere lontane dai loro bambini per molte ore al giorno. Per loro è importante saperli al sicuro in un ambiente materno e affettuoso".

Un micronido che è quasi una famiglia…

"Ha tutte le caratteristiche di una vera casa, con spazi in cui i bambini si orientano con facilità. Abbiamo anche una grande terrazza giardino attrezzata per le attività ludiche, con piscine gonfiabili e giochi d’acqua d’estate".

I genitori sono contenti?

"Mi sembrano molto soddisfatti. Lo dimostra il numero crescente di iscrizioni, tutto merito del passaparola senza bisogno di farsi pubblicità. Molti dei nuovi iscritti sono i fratellini di bambini che con noi hanno trascorso i primi mesi e i primi anni della loro vita… Siamo diventati importanti per le famiglie, che qui trovano un punto di riferimento per conoscersi, confrontarsi e socializzare".

Hai meritato la loro fiducia…

"Molte donne mi hanno conosciuta con il pancione. Sanno che sono anch’io una mamma e apprezzano la mia sensibilità nei confronti delle tematiche pedagogiche. Si fidano di me e io non intendo deluderle".

Progetti futuri?

"Ho intenzione di aprire un altro micronido. Visto il successo del primo, perché non riprovare?".