Intervista a Claudia Aufieri

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“Mentre stavo studiando discipline artistiche, musicali e dello spettacolo al DAMS di Roma – spiega Claudia Aufieri residente ad Argenta in provincia di Ferrara – ho seguito per tre anni una scuola di recitazione teatrale. Poi, dopo la laurea, per una quindicina d’anni sono vissuta nell’ambiente del teatro della Capitale, facendo via via nuove esperienze come attrice ma anche come regista ed insegnante. Ed è proprio in quest’ultima veste che, un po’ per caso, ho iniziato ad avvicinarmi al mondo dell’infanzia…”.

Come mai?

“Insegnavo recitazione agli adulti e alcuni di loro portavano con sé i figli e sono stati proprio i piccoli che, prima per gioco e poi sempre più sul serio, mi hanno stimolato a lavorare con loro. È stato per me come scoprire un altro mondo, bellissimo: giorno dopo giorno mi rendevo conto che, se per i grandi queste attività sono senza dubbio positive sia a livello fisico che emotivo, con i piccoli funzionano molto di più: facevamo esercizi di espressività corporea, le imitazioni degli animali, e loro rispondevano con entusiasmo, senza alcun imbarazzo, facevano gruppo e i progressi erano davvero straordinari, in particolare nei bimbi problematici o con disagi psicofisici. In effetti è stata questa la molla che mi ha spinto a mettermi in contatto con l’Istituto Cortivo”.

Perché proprio l’Istituto Cortivo?

“Perché del Cortivo mi ha colpito subito il ventaglio di possibilità che offriva, le materie interessanti, sì insomma mi è sembrato la scelta giusta per me! Nel frattempo mi ero spostata per motivi familiari ad Argenta e ho frequentato la sede di Bologna. Nel tempo ho capito che avevo fatto bene, era il percorso migliore che potessi fare per avvicinarmi al mondo del sociale in modo propositivo!”.

In che senso?

“Nel mio caso, ad esempio, dopo un bel tirocinio in una scuola materna diventando un’Operatrice Socio Assistenziale per l’Infanzia a tutti gli effetti, ho avuto modo di maturare l’idea di aprire una mia struttura. Per questo qualche mese fa sono venuta a Padova per il Corso di Impresa Sociale, utilissimo, ricco di idee, di nozioni, di incontri con persone preparate, che mi ha convinto ancora una volta della strada che intendo percorrere…”.

Ovvero?

“Sto ancora valutando il territorio per decidere dove avviarlo, ma il progetto ce l’ho già chiaro in testa: vorrei aprire una realtà che non sia né una scuola, né una ludoteca ma una struttura in grado di avvicinare i bambini all’arte, a tutte le espressioni artistiche, teatrali, musicali, figurative. Mi piacerebbe accogliere bambini dai 6 ai 10 anni, per offrire loro un’occasione di piacere e felicità”.

Recentemente sei tornata a Villa Ottoboni…

“Sì, per il laboratorio di scrittura autobiografica. Mi interessava conoscere qualcosa su questa tecnica e devo dire che non sono rimasta delusa: ho ritrovato la gioia di scrivere, di fissare i pensieri sulla carta, e soprattutto ho scoperto un’altra chiave, oltre a quella del teatro che già possedevo, per aprire la realtà interiore”.