INTERVISTA A CHIARA MUNARO

Sin da quando mi sono iscritta all’Istituto Cortivo per diventare Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia, avevo già ben chiaro in testa il mio progetto: aprire una struttura privata dedicata ai bambini.

E ce l’hai fatta?

In realtà ce l’ho fatta ancor prima di concludere il corso. Non perché abbia aperto una struttura, ma perché mi è successo di trovarne una già operante dal 2001: si tratta del nido-famiglia La Casa degli Angeli di Santa Giustina in Colle in provincia di Padova, dove ho trovato prima la possibilità di fare il tirocinio e poi l’opportunità di rimanere all’inizio come assistente, poi come coordinatrice e amministratrice e adesso come presidente.

Presidente?

Sì, sono stata nominata presidente dell’Associazione. Non che sia un titolo al quale ambivo particolarmente ma, siccome viene dato a rotazione ai vari soci, adesso sto vivendo il mio periodo di presidenza. A parte le cariche, però, devo dire che per me il primo obiettivo è sempre stato quello di lavorare con i bambini, e devo dire anche che se ci sono arrivata con una certa facilità devo ringraziare l’Istituto Cortivo per la buona formazione che mi ha dato e per l’occasione che mi ha offerto con il tirocinio, punto di partenza per arrivare dove sono oggi.

Come ti trovi nel lavoro?

Benissimo, abbiamo creato un ambiente familiare, rassicurante per i bambini e i genitori. Siamo aperti dalle sette e mezzo del mattino alle sette di sera e disponiamo di un immenso giardino recintato con piscina. Attualmente abbiamo una decina di bambini da 0 a 36 mesi, ai quali non facciamo lavoretti, laboratori o altre cose impegnative. Preferiamo seguire noi le scelte istintive dei bambini, incoraggiandoli senza spingerli a fare niente che non vogliano fare, stando però molto attente al fatto che si imparino alcune regole di comportamento, a mangiare da soli, a scoprire la natura e il piacere di giocare con gli altri.

Hai qualche programma per il futuro?

Sono coinvolta con La Casa degli Angeli in un bellissimo progetto: si chiama Rete di Mamme ed è promosso da una ventina di associazioni venete. Si tratta di replicare nella nostra regione l’attività delle Tagesmutter in Trentino. In pratica stiamo definendo il progetto di legge regionale che consentirà alle mamme di mettere a frutto la loro esperienza per tenere in casa un micronido sino a un massimo di sei bambini. Le mamme hanno l’esperienza diretta ma prima di cominciare devono comunque seguire un corso di formazione: così possono guadagnare qualcosa e non sentirsi isolate pur continuando a stare con i loro bambini.

Che ruolo avranno in tutto ciò le associazioni come La Casa degli Angeli?

Il nostro compito sarà di supportare questo sistema a rete, di dare aiuto quando è necessario, di accogliere nel nido i bambini in soprannumero, di far funzionare al meglio questa soluzione che mi sembra una magnifica risposta alla crescente mancanza di asili pubblici, soprattutto nei piccoli paesi delle nostre campagne.