INTERVISTA A CATERINA CHIRICO

"Ho sempre provato un forte interesse per il sociale – racconta Caterina Chirico di Lamezia Terme in provincia di Catanzaro – ma sino alla maturità scientifica non ho mai avuto modo di praticare attività in quell’ambito. Solo dopo il diploma, infatti, ho cominciato a pensare più seriamente a cosa mi sarebbe piaciuto fare. A partire dall’inclinazione che sentivo verso un lavoro nell’assistenza, ho cercato la strada migliore per formarmi professionalmente e l’ho trovata con l’Istituto Cortivo: mi piacevano le materie proposte e mi piaceva anche il fatto che non mi impegnava tutto il giorno, per cui potevo continuare a svolgere i lavoretti che avevo trovato come baby sitter e come sostituta commessa in un negozio di ottica".

Qual era la tua sede di riferimento?

"Catanzaro, a circa quaranta minuti da casa. Non ci sono andata spesso, studiavo di più a casa, ma quando ho frequentato le lezioni di gruppo oppure ho chiesto qualche aiuto agli insegnanti, ho sempre trovato molta competenza e disponibilità. In circa tre anni ho concluso entrambi i corsi ai quali mi ero iscritta e dal gennaio del 2011 sono OSA per l’infanzia e i disabili".

Come è andata con i tirocini?

"Ricordo con particolare piacere quello che ho fatto per l’infanzia in un centro di aggregazione sociale. È stata un’esperienza molto significativa, emozionante e costruttiva, ho imparato molte cose e sono riuscita ad instaurare buoni rapporti sia con gli utenti che con gli altri operatori. Si trattava di seguire bimbi e ragazzi dai sei ai sedici anni, molti dei quali provenienti da altri Paesi, per la maggior parte con problemi familiari. Lavoravo con gli stranieri, cercando di integrarli nei giochi di gruppo e aiutandoli nello studio, ma soprattutto ho avuto un contatto splendido con due ragazzini italiani, un ragazzo di tredici anni e una ragazza di undici. Mi ero talmente innamorata di quella situazione che quando il tirocinio è finito ho deciso di portare avanti il percorso che avevo intrapreso rimanendo al centro come volontaria. Ho continuato per alcuni mesi sino a quando, in contemporanea con gli attestati dell’Istituto Cortivo, mi è arrivata anche la convocazione per il servizio civile. È iniziato così un altro periodo di volontariato, questa volta retribuito, che continuerà sino al gennaio del 2012 e che mi sta dando molto, umanamente e professionalmente".

Di che tipo di impegno si tratta?

"Collaboro con la locale sezione dell’Arci nello svolgimento di molteplici attività fra cui quella che più mi coinvolge è il Progetto Città a Misura di Bambino. Consiste in una serie di visite alle scuole nel corso delle quali, attraverso attività ludico-didattiche, non solo insegniamo ai bambini alcuni elementi di buona cittadinanza, ma li sollecitiamo anche a darci dei suggerimenti per migliorare il loro ambiente di vita. Alcuni ci hanno già dato delle buone idee che spero davvero di riuscire a realizzare con il contributo dei miei colleghi e delle autorità preposte".

Dopo queste esperienze ti sarai fatta un’idea del mondo del volontariato…

"Sì, mi ha fatto un’ottima impressione. Dovrebbe probabilmente essere conosciuto molto di più, in particolare dai giovani che passano gran parte delle loro giornate in giro o a casa incollati al computer. Scegliere di diventare volontari li aiuterebbe molto a trovare un senso di vita più concreto, a capire che si può essere utili agli altri mentre si cresce dentro, ad arricchire il proprio curriculum per aprirsi una strada verso un’occupazione".

A proposito, tu che programmi hai per il futuro?

"Mi piacerebbe continuare a operare nel sociale, lavorare in una scuola materna o insegnare la lingua italiana ai bambini e ragazzi stranieri: lo sto già facendo e vedo che riesco piuttosto bene. Comunque ho solo ventidue anni e, per il momento, posso concedermi ancora qualche periodo di formazione prima di partire con un lavoro vero e proprio".