INTERVISTA A BERTI GIORGIA

"Il mio primo contatto con il sociale risale agli anni delle superiori. Nel 2005, quando frequentavo la seconda classe delle magistrali – puntualizza Giorgia Berti di Castiglione della Pescaia in provincia di Grosseto – la mia scuola aveva promosso il corso ‘Motricità per Diversamente Abili’ dedicato ai ragazzi dell’Associazione Grossetana Genitori Bambini Portatori di Handicap. Era richiesta anche la partecipazione volontaria di noi studenti e io non ci pensai due volte a dare la mia disponibilità. Si trattava di affiancare i fisioterapisti e gli insegnanti di educazione fisica per tre pomeriggi a settimana nelle attività che si svolgevano in palestra e fu così che iniziai per la prima volta a toccare con mano il mondo della disabilità. Fu un’esperienza bellissima sin dal primo giorno, molto formativa soprattutto perché, dopo qualche tempo, ho avuto anche modo di affiancare un fisioterapista e di imparare ad eseguire e far eseguire ai ragazzi determinati esercizi riabilitativi. Era una situazione coinvolgente, piena di colori e di divertimento, grazie alla quale i miglioramenti avvenivano con il sorriso, nonostante la fatica e l’impegno. Ho continuato a seguire questa realtà sino al diploma e anche dopo, quando ho svolto con questa Associazione le 300 ore di tirocinio necessarie per conseguire la specializzazione di OSA per disabili".

Con l’Istituto Cortivo?

"Sì, ma questo è venuto in seguito. Prima, nel 2007, ho partecipato sempre come volontaria anche al ‘Progetto Intergenerazionale’ avviato in collaborazione dalla mia scuola, dal Comune e dal Coeso, ovvero dalla Società della Salute nell’Area Grossetana. Si trattava di recarsi a casa di persone anziane e di passarci qualche ora assieme per interrompere la condizione di solitudine che vivevano: si parlava, si rideva, a volte leggevo loro qualche pagina di un libro o di un giornale, altre volte preparavo qualcosa da mangiare… Era una grande soddisfazione per me vedere queste persone rivitalizzarsi, come svegliate da un lungo sonno solo per il fatto di essere in relazione con qualcuno".

E poi, dopo il diploma?

"Ho cominciato a lavorare in un negozio di alimentari, ma non era ciò che volevo fare. Cercavo una soluzione e l’ho trovata proprio con l’Istituto Cortivo. Mi permetteva di continuare a lavorare e questo mi ha convinto ad iscrivermi non solo ai corsi per infanzia e disabilità, ma anche a quello per la tossicodipendenza che, però, non ho portato a termine".

Gli altri li hai finiti?

"Sì, gli studi sono andati molto bene, ambiente perfetto ed insegnanti preparati, disponibili, sempre chiari e professionali. Ho ottenuto l’attestato per i disabili nel novembre 2009 e quello per l’infanzia nel novembre 2010. Il tirocinio per l’infanzia l’ho svolto in un asilo privato di Follonica dove ero stata assunta tempo prima come educatrice grazie al mio diploma magistrale".

Continui tuttora a lavorare nell’asilo?

"No, mi piaceva molto il contatto con i bambini ed era un lavoro molto formativo in quanto alcuni fra loro erano disabili, ma i rapporti economici non funzionavano a dovere, per cui proprio qualche giorno fa ho concluso il contratto. Nel frattempo avevo inviato il mio curriculum vitae a varie strutture e ho avuto una risposta positiva da una casa di riposo a Scarlino Alto. Ho sostenuto il colloquio e mi hanno preso. Spero però di poter continuare almeno sino a fine anno, quando aprirò il mio nido ludoteca".

Un nido ludoteca?

"Era un progetto che coltivavo da tempo, ero anche venuta a Padova, a Villa Ottoboni, per seguire un Corso di Impresa Sociale che mi è stato prezioso per fare i primi passi. Lo aprirò assieme a una mia ex collega nell’asilo di cui parlavo prima, con la collaborazione del mio fidanzato che, essendo un impresario edile, mi aiuterà a sistemare al meglio i locali".

Hai già trovato il luogo?

"Certo, abbiamo anche depositato il progetto educativo in Comune. Adesso aspettiamo l’intervento dell’architetto per gli ultimi dettagli che servono ad ottenere l’autorizzazione dell’USL. Abbiamo già avviato buoni contatti con l’assessore, una donna, per ottenere i necessari finanziamenti e, se tutto va bene, a dicembre si apre".

Cosa sarà?

"D’inverno pensiamo di proporre asilo nido al mattino e ludoteca al pomeriggio, mentre d’estate faremo solo ludoteca dalle otto del mattino alle sette di sera".

Come si chiamerà?

"Per il nome non abbiamo ancora le idee chiarissime, per il momento siamo orientate a battezzarlo Il Brucamela, ma, sino a fine anno, chissà quante altre idee ci frulleranno per la testa!".