Intervista a Luisa Napoli

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“Ho continuato a frequentare la facoltà di Economia sino alla laurea – afferma Luisa Napoli di Baronissi in provincia di Salerno – nonostante sentissi dentro di me che ero fatta per altro”.

Per cosa?

“Mentre stavo studiando, un po’ per gioco e un po’ per raggranellare qualcosa, avevo cominciato ad occuparmi di animazione, prima con i bambini come responsabile di miniclub e poi, attraverso un’agenzia che collaborava con associazioni e villaggi turistici, anche con gli adulti per i quali organizzavo situazioni ludiche e serate. Era un’attività poco più che amatoriale, ma mi piaceva tantissimo, mi emozionava e mi coinvolgeva, soprattutto nelle occasioni in cui potevo stare con i piccoli e mi rendevo sempre più conto che avevo tutte le caratteristiche per diventare una brava animatrice”.

Quindi non hai mai intrapreso una carriera corrispondente al titolo di economista che avevi conseguito?

“No, non era quella la mia strada. Per questo ho trovato nell’Istituto Cortivo un corso che potesse fornirmi una qualifica adatta a continuare il percorso che sentivo più mio e mi sono iscritta ai corsi per Animatore, naturalmente, ma anche a quelli di Operatore Socio Assistenziale per l’Infanzia e di Amministratore di Sostegno, quest’ultimo perché in qualche misura andava ad arricchire la mia formazione universitaria”.

A che punto sei arrivata?

“Ho concluso il corso per la specializzazione OSA per l’Infanzia e, fra qualche mese, finirò anche quello della specializzazione Animatore. Sono molto soddisfatta! Molto bella è stata l’esperienza del tirocinio, che ho svolto presso la ludoteca ‘Ape Maia’con la quale collaboro da qualche anno: in quel frangente ho proposto un progetto che è stato accettato dalla direzione e che ho potuto portare avanti per un semestre con grande soddisfazione”.

Di cosa si trattava?

“Leggevo le fiabe ai bambini in maschera e poi li coinvolgevo nella drammatizzazione della favola. Ogni bimbo si sceglieva una parte e, mascherato, recitava il suo ruolo. Si creavano così situazioni molto partecipate, socializzanti e divertenti, è stato fantastico…”.

Ed oggi cosa fai?

“Continuo a collaborare con ‘Ape Maia’. È una realtà che sento mia, godo dell’appoggio dei titolari che mi lasciano molto spazio e mi dedico appieno all’animazione promuovendo anche la partecipazione delle famiglie, lasciando aperte le porte a genitori e parenti, soprattutto in occasione delle frequenti feste a tema. Grande successo hanno ottenuto ad esempio il pigiama party e la festa dei pasticcioni con i bimbi che preparano i dolci e poi se li pappano…”.

Per il futuro?

“Ho un desiderio: aprire un’attività mia ma non qui, al nord, dove penso di trasferirmi non solo perché lì mi chiama l’amore, ma anche perché credo di poter trovare un contesto più pronto ad accogliere il mio sogno di aprire una ludoteca!”.