Boris Letizia

Intervista a Annamaria Dragone

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Annamaria Dragone di Prato ha iniziato a lavorare all’Hotel Group Alpholiday Dolomiti svolgendo mansioni classiche del settore alberghiero. Quando il responsabile della struttura l’ha vista all’opera anche con i bambini, ha deciso di nominarla responsabile del mini-club. Oggi, Annamaria è animatrice turistica.

Ciao Annamaria, tu hai scelto una specializzazione molto particolare, quella dell’animatore: parlaci di questo percorso.

Ho sempre lavorato nel settore alberghiero e in particolare all’Hotel Group Alpholiday Dolomiti, dove lavoro tuttora. Guardando gli altri animatori, mi sono interessata all’ambito e ho deciso di approfondire, di cambiare tutto per trovare la mia vera strada.

«Ho sempre amato la vivacità dei bambini»

Informandomi online, ho trovato il corso dell’Istituto Cortivo e ho deciso di iscrivermi. Poi, d’accordo con il direttore, ho organizzato il mio tirocinio internamente e ci ho messo tutta me stessa. Ho preso l’Attestato da pochissimo e subito dopo sono stata nominata responsabile del mini-club: un vero sogno e una grande conquista!

E di che cosa ti occupi in particolare?

Lavoro al miniclub dell’Hotel, che è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 22.00. Organizzo escursioni, lavoretti, laboratori, letture di fiabe, babydance, serate Cinema: programmi diversi in base al momento dell’anno. In alta stagione, accogliamo dai 120 ai 130 bambini.

«I bambini si accorgono se non sei davvero felice. Serve abilità anche per separare la propria vita privata da quella professionale»

Hai anche una specializzazione in Assistenza all’Infanzia, la ritieni utile nel tuo lavoro?

Sì, assolutamente. È fondamentale perché fare l’animatore turistico significa confrontarsi anche con la psicologia dei bambini e con le dinamiche familiari e di gruppo. Per quanto mi riguarda, queste due specializzazioni si completano a vicenda.

Credi che quello dell’Animatore sia un compito adatto a tutti?

No e lo dico per esperienza. Vedo tanti animatori passare ogni anno perché la struttura in cui lavoro è molto grande. Alcuni di loro lo fanno per necessità economiche, ma si vede quando manca la formazione e risalta decisamente quando manca la passione.

«Non ci si può improvvisare Animatori perché per fare questo non serve solo saper fare sculture di palloncini e altro, ma voglia di mettersi in gioco e tanto entusiasmo da trasmettere»

Hai dei sogni per il futuro?

In questo periodo mi sto organizzando per accogliere un bambino in affido. In futuro, voglio continuare a crescere nel mio settore professionale e continuare a imparare.

«La mia motivazione? Regalare a tutti un sorriso»